VERSO IL PARTITO UNICO

RomaE pensare che il coordinatore di Forza Italia Denis Verdini era stato cauto, qualche giorno fa, parlando dell’elezione dei 6mila delegati che siederanno al congresso fondativo del Popolo della libertà. «L’obiettivo è portare migliaia di persone a votare nei 10mila gazebo sparsi in tutt’Italia», aveva detto tenendo un occhio timoroso alle previsioni meteo. Eppure, nonostante freddo, piogge quasi ovunque con tanto di Tevere a rischio esondazione, il popolo dei moderati s’è messo in moto e ha stupito pure i vertici di An e Fi.
Più che confortanti i dati giunti dalle piazze italiane: alle 16 di ieri sono andati a votare 1.795.480 persone. Un fiume in piena che potrà esprimersi pure il prossimo weekend, il 20 e il 21 dicembre. E l’azzurro Verdini ieri gongolava: «Ancora una volta gli italiani e i nostri simpatizzanti hanno risposto nel migliore dei modi a questa nuova concezione della politica, che coinvolge direttamente il popolo nelle scelte del partito». E ancora: «Se quasi un milione e 800mila persone sono andate nei nostri gazebo per partecipare alla formazione della nuova classe dirigente del Pdl, vuol dire che non solo gli italiani continuano a sostenere la svolta impressa da Silvio Berlusconi il 14 aprile scorso, con la scelta di unire sotto un unico simbolo quasi tutto il popolo del centrodestra, ma che essi reagiscono positivamente ogni qual volta vengono coinvolti direttamente nelle scelte da operare».
E anche in casa An s’è gioito per il risultato provvisorio, decisamente positivo. Il reggente Ignazio La Russa ha sintetizzato: «Questo significa che gli italiani continuano a dare fiducia al centrodestra». Poi, Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano, presente sotto il tendone di piazza San Babila: «La grande affluenza dei milanesi nonostante la giornata di freddo e pioggia dimostra che il Pdl è ormai un partito che è nel cuore dei cittadini e che rappresenta sempre di più l’ampia maggioranza dei milanesi, come del resto è avvenuto nelle elezioni del 13 aprile scorso». Accanto a lui, il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni che, dopo aver firmato, ha esultato: «Abbiamo l’ambizione di costruire il partito più grande della storia d’Italia, che sia al servizio dei cittadini e senza più barriere. Un cammino che parte proprio dai cittadini, che qui possono iniziare a pre iscriversi». Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha invece voluto chiarire che «non si può parlare del Pdl senza il tandem Fini-Berlusconi, dove Berlusconi è il socio più importante, il socio di maggioranza, e chi pensa che la minore presenza d’immagine di Fini sia un problema fa un errore sostanziale».
Insomma, il Popolo della libertà salpa con il vento in poppa, spinto da una maggioranza silenziosa che non rinuncia a dire la sua sul grande contenitore dei moderati che vivrà il suo congresso fondativo il 14 e 15 marzo, molto probabilmente al palazzo dei Congressi di Roma. Seimila delegati in tutto, 3mila eletti da Forza Italia nei gazebo, 500 provenienti dai gruppi parlamentari e dai consigli regionali, 1.500 scelti dai congressi locali e nazionali di Alleanza nazionale, 300 selezionati dai gazebo di An, 700 espressione dei partiti minori.
I simpatizzanti del centrodestra, a seconda delle regioni in cui votano, si trovano in piazza o una lista bloccata o (come in Lombardia), tre liste differenti. Si potranno esprimere anche preferenze diverse dai nomi in lista che, se superano il 50% più uno dei voti, saranno sostituiti ai nominativi scelti dai partiti.