Verso la Serbia Atmosfera già calda

Il nome di Ivan Bogdanov potrebbe essere rimpiazzato da quello di Neven Subotic nella sfida tra Serbia e Italia. Se il capo ultras della Stella Rossa tenne in scacco le forze dell'ordine il 12 ottobre 2010 a Genova, provocando la sospensione della partita e la vittoria a tavolino degli azzurri, il difensore centrale di origini americane non si presenta a dorso nudo, non ha tatuaggi sparsi sul corpo, ma le sue parole lasciano il segno.
Venerdì la squadra di Prandelli giocherà allo stadio Crvena Zvezda, il famoso Marakana che storicamente non si può certo definire il salotto buono del calcio serbo. E Subotic sui giornali del suo paese rivolge un "benvenuto" tutto particolare agli azzurri. «Quella di Genova è stata una farsa. Non si può capire chi è più forte in una partita che ufficialmente è durata appena sette minuti. Comunque agli italiani in quell'occasione è andata di lusso». Il centrale in forza al Borussia Dortmund, lo scorso anno nel mirino della Juventus, mostra i muscoli e rincara la dose. Alla domanda se si aspetta un'Italia distratta, forte della qualificazione ottenuta, risponde con piglio bellicoso: «Si accorgeranno di noi. Gli conviene mantenere una mentalità da partita d'allenamento. Se proveranno a giocare sul serio saranno dolori».
L'Italia ha staccato in anticipo il biglietto per Polonia e Ucraina, mentre la formazione diretta da Vladimir Petrovic deve rastrellare più punti possibili tra venerdì e martedì contro la Slovenia a Maribor per sperare nei play off. Ed è per questa ragione che lo stadio della Stella Rossa si trasformerà nell'abituale fortino incandescente, dove la tifoseria, e i tanti Ivan Bogdanov di turno, cercheranno di intimidire arbitro e squadra ospite. Secondo un copione più volte sperimentato, purtroppo con buon esito, nel corso delle partite europee.
E il 23enne gendarme della difesa serba non perde tempo a ricordarlo: «La paura è un vocabolo che non ci appartiene. Siamo professionisti e sappiamo come vanno affrontate certe partite. La squadra di Prandelli capirà cosa vuol dire giocare a Belgrado. Qui fa caldo anche quando la temperatura va sotto zero». Una Belgrado che nell’ultimo mese è già scesa in piazza tre volte a festeggiare la vittoria di Djokovic agli us Open e i trionfi europei delle nazionali di pallavolo maschile e femminile. E che ovviamente spera di festeggiare anche la qualificazione agli europei di calcio.
Per la cronaca Subotic avrà un ruolo fondamentale sul terreno di gioco. All'ultimo momento Petrovic ha dovuto infatti rinunciare al forte centrale del Manchester United Nenad Vidic e toccherà proprio al giocatore del Borussia Dortmund (che avendo vissuto da ragazzino in Florida ha disputato 12 partite con le nazionali giovanili a stelle e strisce) rimpiazzarlo.