Vertenza orchestrali della Scala, «a vuoto» l’incontro con Rutelli

L’Orchestra della Scala ha suonato per i cento anni della Mondadori. Anche i «duri e puri» del sindacato autonomi Fials hanno fatto uno strappo al clima di agitazione che dopo lo sciopero del 9 novembre mette nuovamente a rischio il Requiem diretto da Barenboim anche per sabato prossimo. Ieri infatti, giornata che i sindacati consideravano «decisiva» si è conclusa con un buco nell’acqua. L’incontro a Modena tra il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli e il sovrintendente della Scala Stephane Lissner per discutere della vertenza contrattuale del teatro milanese, che ha già portato alla cancellazione del concerto in memoria di Arturo Toscanini e alla minaccia di far saltare anche la prima del 7 dicembre, non ha sciolto i nodi. A margine della presentazione del primo concorso lirico dedicato a Luciano Pavarotti a cui collabora la Scala (il vincitore canterà al Piermarini nella stagione successiva alla premiazione) Rutelli avrebbe ribadito che il ministero non ha alcun potere per aprire un confronto sul contratto integrativo dei dipendenti della Scala. Il ministro avrebbe sottolineato a Lissner come non sia percorribile dal punto di vista giuridico la strada di un accordo integrativo in assenza del necessario adeguamento della disciplina collettiva nazionale. In questo senso, Rutelli avrebbe già sollecitato sovrintendenti e organizzazioni sindacali per fissare un calendario di incontri per definire il nuovo contratto nazionale.
«Una notizia che si commenta da sola - afferma Sandro Malatesta, segretario della Fials alla Scala -. A questo punto, sentiremo cosa avrà da dirci il sovrintendente Lissner, ma tutte le soluzioni restano aperte».
Come alternativa al sipario abbassato, sabato prossimo gli orchestrali potrebbero decidere di eseguire il Requiem, ma destinando in beneficenza il compenso a un’altra istituzione milanese, probabilmente l’Orchestra Verdi che soffre da tempo di problemi finanziari a cui il governo non ha ancora dato una soluzione.