Vertice ad alta tensione fra i partiti della Cdl

La volta scorsa hanno chiuso con il sorbetto al limone. Per oggi qualcuno ha già suggerito un’inusuale camomilla. La diplomazia gastronomica di Palazzo Marino manda in onda un’altra colazione. Casa delle Libertà intorno a un tavolo, questa volta da pranzo, con la Lega rimasta senza invito. Sarà convocata, così sembra, solo in un secondo momento. Forse per il caffè o forse per la tisana calmante. Grandi manovre, dunque, e vertice prevedibilmente ad altissima tensione. Piatto forte la scenataccia regalata venerdì dal plenipotenziario di An Ignazio La Russa durante la conferenza stampa dell’assessore Giorgio Goggi. Notoriamente un fedelissimo di Gabriele Albertini, commissario straordinario al Traffico che proprio sul «professore» ha sempre contato per mettere mano a quello che continua a essere il problema numero uno per i milanesi. Ovvio che da lui Goggi si aspetti ora una difesa. Possibilmente non d’ufficio. Non un semplice «mi rimetto alla clemenza dei partiti», come il silenzio dei giorni scorsi potrebbe lasciar intendere.
Fiducioso il commissario di Fi. «Dobbiamo chiudere definitivamente il discorso sulle isole ambientali», spiega Maurizio Lupi. Convincerete La Russa o Goggi? «Non si tratta di convincere nessuno, ma di proseguire nel ragionamento fatto con il sindaco. Verificare insieme e remare tutti nella stessa direzione. Con un po’ di buon senso tutto si risolve».
«Il clima è brutto», ammette invece un colonnello di An. «Noi non vogliamo mettere Albertini in difficoltà. E, infatti, non abbiamo chiesto le dimissioni di Goggi. Anche se è chiaro che quest’isola pedonale della Darsena va rinviata». Impresa non impossibile. Sono stati rinviati di due anni i lavori in via Cusani, Ponte Vetero, Broletto. Di cinque quelli in piazza Minniti per non spostare il mercato di piazza Lagosta. «I Navigli sono un macello già oggi. Non si può pedonalizzare in un anno, quando ce ne vorranno quattro per il parcheggio. Questa è logica, non politica». E poi dalle parti di An ricordano la fitta agenda che aspetta l’aula di Palazzo Marino. Bond, Sea, cartolarizzazioni: una via crucis che aspetta i consiglieri chiamati a turni forzati. Più una minaccia che un pro memoria.