Vertice ad Arcore con Berlusconi Ma la Moratti non cede sul ticket

Il sindaco vuol andare avanti con la sperimentazione E replica a Formigoni sul manifesto per l’aeroporto

Il piano per difendere Malpensa e il ticket d’ingresso, slittato almeno fino a gennaio. Si è concentrata sui temi caldi per la città la discussione tra il sindaco Letizia Moratti e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ieri sera ad Arcore. Ma alla fine i due sono rimasti sulle proprie posizioni: Berlusconi ha insistito per non introdurre il ticket, la Moratti ha resistito e si è detta decisa a andare avanti con la sperimentazione. La Moratti ha poi messo a tacere le voci di una frattura con il governatore Roberto Formigoni, che domenica aveva puntualizzato di aver firmato il Manifesto per Malpensa lanciato dal sindaco «perché ne condivido il contenuto, ma non il metodo: non dobbiamo fare azioni solitarie». Ma la Moratti ha precisato di non aver «mai pensato di prendere una iniziativa isolata tant’è vero che nel manifesto, che il presidente Formigoni ha firmato, mi sono richiamata al documento sottoscritto da tutti i governatori». L’importante, ha ribadito, «è condividere i contenuti, ma è giusto quello che dice Formigoni e credo che sarà opportuna una riunione, come già lui ha anticipato, tra tutti i governatori, perché il problema non è solo di Milano, ma di tutto il centro nord e di tutto il Paese». Alla domanda, dunque, se abbia in previsione qualche iniziativa nei confronti del governo, la Moratti risponde ancora con un richiamo alla massima collaborazione: «Non voglio fare nessuna iniziativa isolata, devo concordarmi con il presidente Formigoni decideremo tutti insieme cosa fare».
Sulla questione Alitalia-Malpensa, che sarà all’ordine del giorno della seduta del Consiglio regionale del 18 settembre, Formigoni è tornato a parlare ieri mattina all’apertura dell’anno fieristico a Rho-Pero, sottolineando che anche il futuro del Polo è legato a filo doppio al futuro dell’hub. Secondo il presidenti infatti è «impossibile aprirsi al mondo e rilanciare lo sviluppo di tutto il Paese senza disporre di un grande aeroporto». Tagliare 150 voli Alitalia da Malpensa è «una scelta illogica, che renderà ancora più critica la situazione finanziaria di questa compagnia e che costringerà non solo i lombardi, ma moltissimi cittadini italiani, a utilizzare Londra, Parigi, Francoforte come proprio hub di partenza per le destinazioni di tutto il mondo». Un applauso si è alzato dalla platea quando Formigoni nel suo intervento ha ribadito «la necessità che l’aeroporto accanto al quale abbiamo voluto far sorgere questa Fiera continui a svolgere il suo importante ruolo».
Ieri il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, ha chiesto un incontro al ministro delle Attività Produttive, Pierluigi Bersani, per confrontarsi sul ruolo e il peso di Malpensa per Alitalia. La Commissione trasporti del Comune ha convocato invece per venerdì prossimo una seduta per affrontare la situazione dell’hub.