Vertice tra Berlusconi e BossiSi cerca la quadra sulle pensioni

La trattativa sembra vicina. I <em>lumbard</em> continuano ad alzare il muro sulle pensioni. Bossi: "Situazione molto pericolosa, stavolta si rischia la crisi". Ma sul rapporto con la Lega Alfano assicura: "L'unità si è raggiunta con la decisione di rispondere puntualmente all'Europa con le cose fatte e con le cose che intendiamo fare". Non verranno toccate le pensioni di anzianità. Il ministro Gelmini: "C'è l'accordo sui 67 anni, ma non sull'anzianità"

Continua il braccio di ferro sulle pensioni. Dopo una giornata di trattative e voci di corridoio, dopo il pacato ottimismo del segretario del Pdl Angelino Alfano che aveva parlato di un'intesa raggiunta e la frenata di Bossi che aveva sottolineato coem il governo fosse ancora a rischio, è iniziato poco dopo le otto un vertice a Palazzo Grazioli tra il premier e i vertici del Carroccio. Nel frattempo il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, ospite negli studi di Ballarò, spiegava meglio le frizioni tra Pdl e Lega: "Abbiamo raggiunto un’intesa sull’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni ma non sulle pensioni di anzianità". L'accordo c'è, secondo la Gelmini, ma rimane il nodo delle pensioni di anzianità. E, per ora, la Lega non molla.

Domani Silvio Berlusconi andrà a Bruxelles e giocherà una partita fondamentale per il futuro dell'esecutivo. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti ha confermato che il premier prenderà parte al vertice Ue. "Il viaggio è confermato, tutto il resto sono falsità e strumentalizzazioni", ha dichiarato Bonaiuti. Nel frattempo, dopo una giornata in cui si sono alternate voci sulle possibili divisioni nella maggioranza relative alla riforma delle pensioni, il coordinatore del pdl Angelino Alfano ha sottolineato che "anche oggi si è dimostrato che tiene il rapporto fra due partiti che assicurano stabilità e riforme al Paese". A Porta a Porta Alfano ha spiegato che "l’unità si è raggiunta con la decisione di rispondere puntualmente all’Europa con le cose fatte e con le cose che intendiamo fare per la stabilità dei conti e un tasso di crescita il più alto possibile".

Dopo il pressing della Ue, che ha chiesto che entro domani venga presentato un piano di riforme per la crescita e lo sviluppo, si continua a trattare nella maggioranza. Il nodo principale è quello delle pensioni. Nel pomeriggio a palazzo Grazioli si è tenuto un vertice a cui hanno partecipato, oltre al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, i ministri della Lega Nord Roberto Maroni e Roberto Calderoli, il segretario del Pdl Angelino Alfano e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. La riunione è servita proprio a fare il punto sulle misure da presentare al Consiglio Europeo di Bruxelles e, in particolare, a tentare di sciogliere il nodo della riforma previdenzale, a cui la Lega si oppone.

"Posso trattare ma fino ai 67 anni non posso arrivare", ha spiegato Bossi, che poi ha aggiunto: "Non posso toccare le pensioni che sono a posto e portarle a 67 anni per far piacere ai tedeschi". A chi gli domanda se la quadra potrebbe essere lo scalone Maroni, Bossi ha replicato: "Cosa vuol dire? Quelli chiedono di andare in pensione a 67 anni, cioè la scomparsa delle pensioni di anzianità e non è possibile. Noi abbiamo il sistema pensionistico che è più a posto di quello francese e tedesco". Poi un accenno alla lettera della Bce: "Leggendo la lettera che hanno mandato sembra più un attacco a Berlusconi. Chi ha scritto quelle robe lì è un italiano".