Vertice bilaterale: Roma vuole tassare i capitali italiani depositati nei forzieri elvetici

RomaMonti a caccia di soldi in Svizzera. Quanti? Difficile dire ma si vocifera di circa 30 miliardi di euro. Una gran bella cifra che forse potrebbe evitare l’aumento dell’Iva dal 21 al 23 per cento che varrebbe dai 7 agli 8 miliardi di euro l’anno. Obiettivo di Monti: scovare i capitali italiani che riposano tranquilli nei forzieri svizzeri e tassarli. A questo scopo ha incontrato ieri il presidente della Confederazione elvetica, Eveline Widmer-Schlumpf. Il traguardo è quello di siglare quanto prima l’accordo di Rubik, gioco-cubo nel quale tutti i tasselli vanno al loro posto, sulla scia di quanto già fatto tra Svizzera, Germania, Inghilterra e Austria. Il giochino è il seguente: il governo di Berna si fa dire dalle banche elvetiche quanti denari sono di provenienza straniera. Poi riscuote un’imposta liberatoria alla fonte – ovvero sui conti dei contribuenti stranieri – e quindi la versa agli altri Paesi. In cambio, Berna si impegna a non rivelare i nomi che stanno dietro ai conti, garantendo così il più completo anonimato dei correntisti.
Germania, Inghilterra e Austria l’accordo l’hanno già siglato e l’imposta scatterà dal 2013. La Merkel ha stabilito che l’aliquota da imporre ai correntisti tedeschi fuggiti in Svizzera vari dal 21 al 41 per cento. La differenza dipende dall’ammontare del patrimonio e dal numero di anni in cui i soldi hanno dormito fuori dalla patria. Gli inglesi, invece, avevano inizialmente concordato una forchetta di tassazione che va dal 20 al 25 per cento. Mentre l’Austria ha stabilito un’aliquota che va dal 19 al 38 per cento. Questo una tantum. In pratica: il tedesco che da decenni ha trasferito un capitale di 100 milioni di euro in Svizzera, nel 2013 potrebbe vedersi tagliare una fetta di 30 milioni, prontamente girata al fisco di Berlino. Poi c’è il discorso relativo ai redditi finanziari. Quel capitale verrà tassato anche sulla sua futura rendita finanziaria. Chi, su 100, guadagnerà 10, verrà colpito dal fisco su quel 10 per cento guadagnato. Ma le cifre e le aliquote sono tutte ancora da concordare tra Roma e Berna.
La domanda clou è: quanti capitali italiani giacciono nei forzieri svizzeri? Domanda da un milione di dollari. Dall’Italia dicono «boh», dalla Svizzera poco di più. Fonti governative elvetiche, tuttavia, escludono la cifra ventilata qualche giorno fa: 4.200 miliardi di euro di capitali stranieri. «Molto meno - dicono - potrebbero essere circa 2.200 miliardi di franchi». Poco meno di 2mila miliardi di euro. Di capitali non svizzeri, poi. Mentre è impossibile cercare di capire quanti arrivino dall’Italia. Si presume, tuttavia, che nei caveau elvetici ci siano circa 150 miliardi di euro italiani. Se così fosse, e se l’aliquota media fosse del 20 per cento, Monti potrebbe raggranellare fino a 30 miliardi di euro. Un bel gruzzolo.
Ma che vantaggi ha la Svizzera a siglare un accordo di tal fatta? Non va dimenticato come il nostro Paese tratta gli elvetici. I quali lamentano: noi diamo lavoro a moltissimi italiani, i cosiddetti frontalieri. Però impedite alle nostre ditte di lavorare in Italia: ci sommergete di carichi burocratici allucinanti, ci considerate un paradiso fiscale e ci inserite nella blacklist.
Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 13/06/2012 - 08:53

Va bene, se ci riescono. E i capitali depositati nelle banche tedesche ad interesse zero?

Franco-a-Trier

Mer, 13/06/2012 - 12:28

Non credo che la Svizzera permetta questo se cosi fosse,dovra' vivere di cioccolata e orologi.

Franco-a-Trier

Mer, 13/06/2012 - 12:29

Il governo italiano vuole l'uovo e la gallina.

nino47

Mer, 13/06/2012 - 12:35

non sapete più cosa raschiare per evitare l'aumento dell'iva. Ogni giorno ce ne rifilate una nuova per cullare speranze che, sapete bene, non hanno futuro.Anche voi giornalisti sembrate degli asini ammaestrati! L'aumento dell'iva ci sarà mettetevi il cuore in pace. E ci sarà anche una prossima ventura finanziaria. Magari decisa stanotte, annunciata stamattina con effetto dall'altro ieri. Stile Monti!

gpl_srl@yahoo.it

Mer, 13/06/2012 - 14:02

questo è sicuramente un passo inequivocabilmente giusto nei confronti di tutti quei pensionati che devono arrivare a fine mese con meno di 600 euro al mese: vedremo se tale passo venga realmente fatto.

aspide007

Mer, 13/06/2012 - 15:46

@- Quando Monti accerterà chi sono coloro che li hanno depositati, farà marcia indietro. Viva il coraggio da leone.

Giustopeppe

Mer, 13/06/2012 - 16:16

Mi verrebbe da dire: sequestrate tutto e portate il malloppo in Italia a tasso zero (per le persone a zero o basso reddito), ma se quei soldi, comunque, si trovano in Svizzera, è purtroppo colpa del (dei) governo (i) e delle sue maledette tasse che servono solo ad ingrassare (troppi) politici fannulloni e pubblico impiego assunto con incozzi e concorsi taroccati per scambio di voto

AnnoUno

Mer, 13/06/2012 - 16:26

Decisamente qualcosa mi sfugge.. se da libero cittadino apro un conto corrente in Svizzera e dichiaro in Italia il saldo al 31.12 sono in regola e nulla può essere preteso da me. Anche se il 30.12 ritiro quasi tutto (lì non c'è il limite dei 1000euro..) ed il 01.01 verso nuovamente tutto il malloppo. Se porto denaro in Svizzera e lo nascondo in cassette di sicurezza, nessuno può farci nulla. Se apro un conto e non lo dichiaro si applicherebbe questa tassa alla fonte. Quindi perchè mai comportarsi in quest'ultimo modo?