Al vertice dell’Onu intesa trovata sul documento finale

Un testo ammorbidito ma approvato per acclamazione. Domani parla Berlusconi

da New York

Dopo tre settimane di braccio di ferro l'Assemblea Generale dell'Onu ha sacrificato gli obiettivi ambiziosi al compromesso: il documento finale proposto dal presidente uscente, il gabonese Jean Ping, è stato approvato per acclamazione alla vigilia del Vertice straordinario dell'Onu per i 60 anni delle Nazioni Unite. Il documento è più breve (dieci pagine in meno rispetto alle 45 circolate fino a ieri l’altro) e meno dettagliato dei precedenti. L'obiettivo dell’iniziativa era quello di ottenere l'imprimatur dei leader del mondo che si alterneranno sul podio dell'Onu: per l'Italia il premier Silvio Berlusconi. Incluse nel documento sono iniziative come l'istituzione di un nuovo organismo per i diritti umani e di una commissione per il peacebuilding. Il testo non corrisponde del tutto alle attese del segretario generale Kofi Annan ma raggiunge comunque «una buona massa critica» che ha raccolto una valutazione positiva nei circoli diplomatici italiani.
«Siamo riusciti a fare passare l'impostazione di una riforma del Consiglio di Sicurezza basata sul più ampio consenso possibile», ha detto l'ambasciatore italiano Marcello Spatafora sottolineando che il testo Ping accetta la formulazione dell'Italia secondo cui la riforma deve rafforzare «la rappresentatività, l'efficienza, la trasparenza» del massimo organo di governo politico delle Nazioni Unite senza impegnarsi in nessuna modifica dell'attuale assetto e senza creare nuovi membri permanenti. «Questo - ha detto l'ambasciatore - ci consentirà di riprendere i lavori per la riforma immediatamente dopo il Vertice».
Il documento finale, diviso in cinque capitoli, elenca principi generali su argomenti controversi come la risoluzione preventiva dei conflitti o la riforma dell'organizzazione internazionale. È arrivato al termine di una giornata punteggiata di continui rinvii. Kofi Annan per esempio ha mantenuto un solo appuntamento come da copione: quello con il presidente Usa George W. Bush che ha visto nel suo ufficio al 38° piano del Palazzo di Vetro. Il documento dedica il secondo capitolo, il più lungo e meno controverso, allo sviluppo, il terzo contiene la condanna di ogni atto terroristico, rimandando però la messa a punto di una strategia contro il terrore ad un secondo tempo. Il quarto capitolo tocca con vaghe affermazioni i temi dei diritti umani, mentre il quinto è dedicato al rafforzamento dell'Onu. Del tutto scomparso è il comparto sulla non proliferazione nucleare e il disarmo.