Vertice dell'Unione tra musi lunghi, polemiche e dispetti

Lo scontro tra Prodi e buona
parte dell’Ulivo è tutt’altro che una tempesta
passeggera. Gli alleati
dell’Unione, da Prc ai Verdi, fino all’Udeur, lo dicono apertamente, ma anche tra Ds e Margherita cresce la tensione

Roma - "Bisogna dare al Paese un segnale di uno scatto in avanti dell’azione di governo". E' sibillino il commento del segretario Ds Piero Fassino dopo il vertice dei partiti dell'Unione, svoltosi stamani. La sconfitta alle ultime elezioni ha creato non pochi problemi alll’Unione, che ora tenta di fare chiarezza al proprio interno con l'obiettivo, quanto meno ambizioso, di rilanciare l’unità della coalizione. Stamani i segretari dei partiti dell'Unione si sono riuniti in un vertice. Ormai nessuno lo nasconde più: lo scontro tra Romano Prodi e buona parte dell’Ulivo, a cominciare dalla Margherita, è tutt’altro che una tempesta passeggera e la possibilità che la situazione precipiti è più che un timore. Gli alleati dell’Unione, da Prc ai Verdi, fino all’Udeur, lo dicono apertamente, ma anche tra i Ds e la Margherita cresce lo scoramento sulla possibilità di rimettere la macchina del governo in carreggiata. Il problema è che l’Ulivo, in questo pressoché senza distinzioni, attribuisce buona parte dei rovesci elettorali proprio agli errori, di comunicazione ma anche politici, compiuti dal Governo.

Fassino: "Dobbiamo dare un segnale di svolta" «Abbiamo convenuto sulla necessità di dare al paese il segno di uno scatto in avanti e dai prossimi giorni a partire dalla definizione del dpef serve un concreto impegno per concludere la trattativa sulla riforma previdenziale e sul mercato del lavoro». «C’è stata - ha affermato Fassino - una comune valutazione di tutti sulla necessità di dare risposte allo stato di malessere e disagio emerso dal voto amministrativo. È quindi la necessità di mettere in campo le scelte politiche necessarie».

Malumori crescenti Raccontano che alla riunione dei deputati dell’altra sera i malumori erano assolutamente maggioritari. Una situazione che ha trovato un culmine nello scontro di questi giorni, soprattutto tra Margherita e Prodi, sulle modalità di elezione del segretario del Pd e sul ruolo da attribuirgli. Tema che ancora divide l’Ulivo e che ha fatto registrare ancora un ulteriore botta e risposta tra Arturo Parisi («Il segretario lo indica Prodi») e la Margherita. La situazione preoccupa, ammettono alla Quercia. Né la Margherita né i Ds sembrano più disposti a recitare la parte di quelli che fanno un passo indietro per il bene comune, dal momento che il rischio è quello di una lenta agonia per il nuovo partito ancora in incubazione.

Tav, Dpef, pensioni: i nodi ancora aperti Bisogna rivedere gli equilibri nella maggioranza - questo è l'imperativo nel centrosinistra - e il Pd deve avere maggiore autonomia nel condurre la propria azione politica. Per questo si parla di rimpasto di governo. Per questo è stato posto il problema della guida del Pd. La "sinistra radicale" vede il pericolo di un’offensiva ulivista su Tav, Dpef, pensioni e via dicendo e per questo ha chiesto il vertice di stamattina. Intanto l’equilibrio assai precario rischia di essere definitivamente scosso dal voto sul ritiro delle deleghe a Visco previsto per la prossima settimana in Senato. E proprio su questa vicenda i gruppi parlamentari dell'Italia dei Valori si sono riuniti stamane per discutere la questione visto che hanno giudicato «non esaurienti» le risposte date ieri in aula dal Governo per bocca del ministro Chiti, dando «pieno mandato» a Di Pietro in vista del vertice di maggioranza di questa mattina e rinviando alla riunione dell’esecutivo di lunedì 4 giugno le decisioni sul voto su Visco previsto mercoledì in Senato.

Rutelli: "Crisi politica è crisi di risultati" La crisi politica in Italia «è crisi di risultati, crisi dei costi della disorganizzazione del nostro sistema, e riguarda l’insieme delle responsabilità pubbliche». Lo ha detto il vice premier Francesco Rutelli, intervenendo all’Assemblea nazionale dei calzaturieri, a Milano. Rutelli ha aggiunto che si tratta di una crisi «che ci interpella e ci invita tutti a marciare più veloci e spediti». Rutelli ha citato la necessità di «razionalizzare i sussidi, i sostegni alle imprese, tagliare il fattore anticompetitivo costituito dalla burocrazia. «E questo - ha detto - è un compito di legislatura. Non dobbiamo fermarci, ma andare avanti insieme con Regioni, province e comuni».