Vertice Merkel-Sarkò:"Noi pietra angolare"Rispunta la Tobin tax

Bilaterale a Berlino tra la cancelliera e Sarkò. Anticipato il vertice sul trattato Ue. La Merkel: "Senza intesa tra Germania e Francia, non esiste l'Europa". <a href="/economia/cose_tobin_tax/tobin_tax/14-12-2011/articolo-id=562311-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Cos'è la Tobin tax</strong></a>

Una trattativa serrata tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel per riuscire a formulare una versione della Tobin tax che si limita alla reintroduzione della tassa di Borsa sulla vendita di azioni. Nel bilaterale di Berlino, il capo dell'Eliseo e la cancelliera hanno deciso di tirare dritto. "Applicheremo la regola sulla tassa finanziaria così come prevede la Commissione Ue - ha assicurato Sarkozy - gli altri verranno dietro". Il vertice europeo previsto a marzo per il fiscal compact (il patto di bilancio, ndr) sarà anticipato alla fine del mese di gennaio, mentre il primo marzo sarà firmato il trattato sulle regole di bilancio degli Stati dell’Unione europea. A questo punto il presidente francese è convinto che le priorità siano "la crescita, l’impiego e la competitività a livello europeo".

"C’è una intesa stretta fra Francia e Germania", ha assicurato la Merkel al termine delle consultazioni di oggi sulle strategie anti crisi con Sarkozy. Eppure la situazione è e resta tesa, "estremamente tesa". Per questo il capo dell'Eliseo invita tutti gli Stati dell'Eurotower a "essere lucidi" e a "portare la riposta migliore, nell’ambito dei trattati e nell’ambito della democrazia" affinché il default della Grecia resti un caso isolato. Dal canto suo, la Francia alleggerirà il costo del lavoro per mettere fine all'emorragia delle delocalizzazioni e per tornare ad essere produttiva. Non solo. Dopo essersi resa conto che l’introduzione della Tobin tax solo in Francia sarebbe difficilmente applicabile e assolutamente autolesionistica, Parigi avrebbe già ripiegato sull'applicazione di una tassa sull’acquisto di azioni sulla falsa riga di quella che già è in vigore a Londra sotto forma di imposta di bollo allo 0,5%. Secondo i calcoli del ministero delle Finanze francese la tassa, che potrebbe consentire a Sarkozy di incassare il bonus elettorale per aver fatto approvare per primo una misura che fa pagare la crisi anche a finanza e speculazione, porterebbe nelle casse dello Stato almeno 3 miliardi di euro annui. "La tassazione delle obbligazione e dei prodotti derivati - fanno sapere fonti presenti a Berlino - sarebbe rinviata a tempi migliori, una volta passata la fase acuta della crisi".

Per quanto riguarda la Germania, la Merkel è tornata a chiedere un ulteriore sforzo per fortificare l'Unione europea e la moneta unica. "E' un obiettivo ambizioso ma raggiungibile quello di rafforzare l’euro", ha detto la cancelliera tedesca ribadendo che "non può esserci un solo vertice per risolvere la crisi e non c’è una soluzione unidimensionale, ma bisogna procedere passo dopo passo". Poi, però, la Merkel lancia un avvertimento secco: "L’alleanza Francia-Germania è la pietra angolare dell’Europa e non c’è futuro per l’Europa se ci sono divergenze franco-tedesche".