Vertice tra il premier Berlusconi e Bush "Totale sintonia sul dossier Iran"

L'incontro tra il premier e il presidente americano. Bush apprezza la nuova linea dell'Italia. Il presidente degli Stati Uniti a pranzo con Napolitano: &quot;Saremo più vicini anche in politica estera&quot;. Domani l'incontro con il Papa. Iran, Frattini: <strong><a href="/a.pic1?ID=268494">&quot;Sui 5+1 abbiamo l'ok degli Usa&quot;</a></strong>

Roma - È un’Italia diversa quella che George W. Bush ha trovato nella sua sesta visita a Roma in soli otto anni: un Paese che, grazie alla nuova situazione creatasi con le ultime elezioni politiche, permette un nuovo approccio internazionale grazie alla palese condivisione degli indirizzi fondamentali della politica estera. Ma soprattutto grazie ad un "clima più costruttivo nella vita politica". Con questa convinzione il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha accolto il presidente americano al Quirinale. George W. Bush si è detto colpito dalle bellezze del Quirinale e ha definito "meravigliose" le due ore trascorse al Colle in un clima cordiale ed amichevole, ospite di Giorgio Napolitano, che lo ha trattenuto a colloquio per 40 minuti, poi a colazione davanti a un raffinato menù italiano (cavatelli alla verdura, lombata di vitella, millefoglie) e a un bicchiere di spumante Ferrari. Il presidente americano è stato accolto con gli onori militari da un reparto di Granatieri di Sardegna e da un drappello di corazzieri in alta uniforme. È apparso rilassato e sorridente, davanti a Napolitano che sotto i lampadari di Murano della Sala del Bronzino lo accolto con un amichevole "how are you?" e una calorosa stretta di mano e lo ha accompagnato nello Studio alla Vetrata.

Colloquio in inglese Come un anno fa al Quirinale e lo scorso dicembre alla Casa Bianca, il colloquio si è svolto in inglese, senza interprete, in un’atmosfera definita di cordiale affabilità. Nel suo "fluent english", Napolitano ha innanzitutto ringraziato Bush per aver solennemente riconosciuto il ruolo della comunità di origine italiana che vive negli Stati Uniti, proclamando il 2 giugno "Italian Independence Day". Poi gli ha dato conto della situazione politica creatasi in Italia con le elezioni di aprile. Sono convinto, ha detto, che si consoliderà la condivisione degli indirizzi fondamentali della nostra politica estera. Bush, che ben conosce con quali difficoltà in passato sono state approvate in Italia alcune missioni internazionali, si è compiaciuto della novità.

Economia e crisi internazionali Il resto del colloquio, a quanto riferito, è stato dedicato soprattutto ai problemi di economia internazionale che assumono sempre più dimensione globale: materie prime, alimentari, energia. I presidenti hanno riflettuto sulla necessità di sviluppare azioni concertate da sottoporre al prossimo G8 e, in modo più approfondito, al G8 che si svolgerà nel 2009 in Italia, nel quale si dovrebbe tornare a riflettere, come nel 2001 a Genova, sulla responsabilità delle potenze industriali verso i problemi dell’Africa. Insieme hanno anche avuto uno scambio di vedute sugli esiti del recente vertice della Fao tenutosi a Roma. Altri temi affrontati, in una rapida carrellata: le crisi internazionali, con una particolare attenzione alle perduranti difficoltà del processo di pace in Medio Oriente; la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata.

Bush ammirato dalle bellezze del Quirinale Dopo la colazione, Bush ha guardato l’orologio. Visto che l’agenda gli concedeva una pausa, ha chiesto a Napolitano di mostragli le meraviglie del Palazzo tanto decantate nei racconti dei suoi genitori, George senior e Lady Barbara, che hanno avuto in passato il tempo di ammirarle. "Sure", ha detto Napolitano, trasformandosi, detto-fatto, in cicerone per illustrare col suo accento british gli affreschi del Salone dei Corazzieri e gli stucchi della Cappella Paolina e mostrando, en passant, l’ala storica del Quirinale fresca di restauri. "Grazie, è stata una visita veramente meravigliosa", ha detto Bush congedandosi da quel presidente che già sei mesi fa, alla Casa Bianca gli aveva ispirato simpatia.

Berlusconi a bush: "Sintonia totale sull'Iran" Il premier e il presidente Usa sono in "totale sintonia" sugli scenari di crisi all'estero che vedono impegnati i militari italiani, a partire dall' Afghanistan. Bush ha detto di apprezzare "la nuova linea" del Governo. Anche sul dossier iraniano il messaggio è stato univoco: Teheran deve sospendere l'arricchimento dell'uranio, pena nuove sanzioni. Il vertice tra Berlusconi e Bush ha ribadito la linea del governo italiano sulla politica estera su temi fondamentali per gli alleati. E, su questo capitolo, a precisa domanda di una giornalista sull'eventuale ingresso dell'Italia nel 5+1, il gruppo che negozia con l'Iran, il presidente americano ha risposto che sta "seriamente valutando" questa possibilità. I rapporti tra Roma e Washington "non hanno mai avuto una tale eccellenza in passato", ha sottolineato il presidente del Consiglio italiano in una conferenza stampa congiunta a Villa Madama dai toni rilassati, tenuta dopo i colloqui e prima della cena. Bush ha anche ringraziato il Governo italiano "per aver annunciato al Parlamento che la restrizione sulle forze in Afghanistan è stata rimossa" e per l'invio di nuovi carabineri per l'addestramento della polizia locale. Berlusconi ha ribadito la disponibilità dell'Esecutivo a rimuovere i caveat. Sull'altro fronte caldo, l'Iran, Bush ha confermato che "tutte le opzioni sono sul tavolo" e il premier ha espresso la convinzione che l'Italia può essere utile nel gruppo dei negoziatori del 5+1. E Guantanamo? Da un giornalista americano l'inevitabile domanda sulla sentenza della Corte suprema di oggi che ha garantito ai detenuti del carcere la possibilità di fare ricorso ai tribunali ordinari Usa. Bush ha risposto che gli Stati Uniti rispetteranno la sentenza, pur ribadendo il suo dissenso. Nella conferenza stampa c'é stato anche il tempo, per il premier italiano, di una battuta sul prossimo inquilino della Casa Bianca. "Voglio esprimere la mia personale, personalissima preferenza per il candidato repubblicano e per un motivo egoistico: così non sarei io il più vecchio ai G8, perché McCaine è più vecchio di me di un mese".

Domani l'incontro con il Papa Ci sarà l’Iraq, lo lotta alla povertà e alla fame, il comune impegno a difesa della famiglia e della vita, ma anche tanto Dio e spiritualità nel colloquio di commiato ufficiale domani tra papa Ratzinger e il presidente statunitense George W. Bush. Non è un caso che l’ultimo atto dell’incontro, nei giardini vaticani, avverrà davanti alla Grotta della Madonna di Lourdes. Tra il papa cattolico e il presidente americano, un metodista "rinato in Cristo", si è creata una tale sintonia, durante la visita di Ratzinger a Washington lo scorso aprile, che già cominciano a circolare voci di una possibile conversione di Bush al cattolicesimo, sulla scia dell’amico e alleato Tony Blair.