Al vertice Ue-Stati Uniti trovata l’intesa sull’Iran

Gli europei d'accordo con Bush che li esorta a una linea rigorosa sul nucleare degli ayatollah. Niente intesa su Cuba: i 27 pensano alla fine dell'embargo

Al vertice Stati Uniti-Unione europea di Lubiana, prima tappa del viaggio conclusivo nel vecchio continente da presidente americano, George W. Bush ha voluto lanciare un messaggio forte su un tema che gli sta molto a cuore: l’Iran. Una Repubblica islamica in possesso di armi nucleari, ha detto Bush in conferenza stampa dopo l’incontro con i leader europei nel castello di Brdo, poco distante dalla capitale slovena, costituirebbe «una minaccia straordinaria» alla pace mondiale.

Sul podio accanto al premier sloveno (Lubiana ha la presidenza di turno dell’Ue) Janez Jansa e al presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, Bush ha spiegato che la palla è ora nel campo degli iraniani: «Dobbiamo rendere chiaro, abbondantemente chiaro che la scelta spetta a loro. Possono andare avanti sulla strada dell’isolamento - ha detto, e il pensiero è corso al gelo che la settimana scorsa ha fatto seguito al discorso di Mahmud Ahmadinejad al vertice Fao a Roma - o possono invece avere relazioni migliori con tutti noi, sospendendo in modo verificabile il loro programma di arricchimento dell’uranio». Bush ha sottolineato che è il momento di «una diplomazia forte» e che «è adesso il momento giusto per lavorare tutti insieme» per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari prima che sia troppo tardi e «prima che il mondo cominci a chiedersi: perché non siamo intervenuti prima?».
La dichiarazione finale del summit riprende la posizione espressa da Bush: «Ci attendiamo che l’Iran rispetti i suoi obblighi riguardo alle attività nucleari, compresa una sospensione completa e verificabile delle attività di arricchimento», si legge nel testo. Non si è parlato solo di Iran, comunque. Il presidente americano, nell’ambito della sua «agenda della libertà», ha toccato il tasto delicato delle relazioni con Cuba, in una fase caratterizzata dalle assai prudenti aperture di Raul Castro, fratello e successore alla presidenza dell’«isola rossa» dell’ex «Líder Máximo» Fidel Castro. E proprio mentre i Ventisette stanno valutando se sia giunto il momento di togliere le sanzioni contro L’Avana, decisione che potrebbe essere annunciata lunedì prossimo, Bush chiede maggiore cautela e severità: Cuba mandi segnali più chiari, ha detto, e liberi «tutti i prigionieri politici» per dimostrare che davvero c’è un cambiamento in corso.

A Lubiana si è parlato anche di cambiamenti climatici: Bush ha detto che è indispensabile coinvolgere Cina e India in un accordo globale, e Barroso ha aggiunto che questa intesa servirà a fermare la corsa dei prezzi degli alimentari e dei combustibili. Nel pomeriggio Bush ha lasciato Lubiana e ha raggiunto Berlino, dove era atteso dal cancelliere tedesco Angela Merkel.