Verzaschi alla corte di Mastella

Emanuela Ronzitti

I rintocchi del «Campanile» riecheggiano su tutta la capitale. Annunciano ufficialmente una lieve scossa nella geografia della politica locale. Il «cambio di casacca» che rischia di turbare gli equilibri locali - ma i cui effetti sono ancora da verificare alla prossima prova elettorale - porta il nome del consigliere regionale Marco Verzaschi. L’ex assessore alla Sanità di Fi della giunta Storace ieri mattina ha ufficializzato la scelta della quale si vociferava da tempo.
Stavolta però ha preferito abbandonare «il campo», quello all’interno della Cdl che gli ha regalato soddisfazioni e incarichi prestigiosi, sia istituzionali che politici, come il coordinamento romano del 1996 per confluire all’interno di un nuova realtà secondo lui «più centrista, moderata». Quello dell’Udeur di Clemente Mastella. Che fossero giorni decisivi per certi azzurrini, definiti «un po’ troppo dissenzienti» dopo le ultime regionali, lo si diceva da tempo nelle stanze della politica romana. La riflessione per molti è durata appena tre mesi, poi è arrivata la scelta. Per altri invece, come il consigliere comunale De Luca che si era autosospeso dal gruppo, la scelta è stata quella di rientrare.
«Un passaggio travagliato e faticoso», così lo ha definito l’ex assessore, che è arrivato all’epilogo dopo due settimane di ripetuti colloqui con le sponde di destra e di sinistra. Ma che, a tre ore di distanza dall’annuncio, è andato a farsi «battezzare» da Veltroni alla convention dell’Ulivo all’Ergife. «È un gruppo di amici che aderisce all’Udeur - ha subito tenuto a precisare con voce roca Verzaschi - non un singolo rappresentante politico. Un gruppo nato dodici anni fa che ha scelto di rischiare e girare pagina appena si è intravista una posizione seria». Con queste parole l’ex assessore ha fatto il suo ingresso nel Campanile spinto «dall’impossibilità di dare regole certe al partito e di costruire una politica che dia risposte concrete ai cittadini». Durante la sua investitura non risparmia attacchi al suo ex partito: «Il disagio e il malessere che si avverte sempre più in Forza Italia mi ha fatto maturare la scelta per un progetto politico e ideologico più vicino al nostro modo di vedere il centro». Poi, a seguire le altre ragioni: «L’impossibilità di vedere dirigenti premiati per il lavoro svolto, la passione che è venuta a mancare». Infine, forse per scrollarsi da dosso i sensi di colpa, o forse per parare i colpi dai primi attacchi che già dopo poche ore lo hanno catalogato come «un traditore», è corso ai ripari precisando di non essere «uno di quelli che ha sete di potere e che agisce per tornaconto».
E così Mastella, la volpe del Sud, allunga le mani su Roma e fa campagna acquisti, alla faccia «degli altri moderati» (Margherita, ndr) che hanno tentato «inutilmente» di arruolare nelle loro file un personaggio che potrebbe trascinare con sé anche uno sparuto gruppetto di consiglieri provinciali, comunali e municipali. In settimana, probabilmente già da giovedì, l’Udeur farà il suo ingresso in Campidoglio con i tre ex dissenzienti di Fi: Coratti, Santini e Zambelli. E qui gli equilibri parrebbero inamovibili, almeno per il momento all’interno della maggioranza. Una defezione si registra alla provincia di Roma con il consigliere Filippo De Mattia. Ma in realtà qualche altro «salto della quaglia» potrebbe verificarsi nei municipi: nel XII (Eur), per esempio, Paolo Pollak sarebbe pronto a seguire Verzaschi. Problemi in vista anche nel XVIII (Boccea) e nel XIX (Balduina-Primavalle). Si tratta, comunque, di piccoli spostamenti che non dovrebbero incidere più di tanto nei rapporti di forza tra centrodestra e centrosinistra.