Vescovi «L’occupazione favorisce l’estremismo»

Solidarietà dai vescovi riuniti nel sinodo sul Medio Oriente ai palestinesi sottopposti all’occupazione israeliana. Una situazione che «favorisce il fondamentalismo» e che spinge i padri sinodali a rinnovare la condanna contro la violenza «da dovunque provenga» e a invocare con forza «una soluzione giusta e durevole del conflitto israelo-palestinese». Incontrando anche la reazione positiva di Israele che si unisce all’appello contro la violenza. A una settimana dal suo inizio il sinodo sul Medio Oriente arriva alle prime conclusioni con un documento, la «Relatio post disceptationem» - letto alla presenza di Benedetto XVI, dal relatore generale, l’arcivescovo egiziano Antonios Naguib, patriarca di Alessandria dei Copti - che stigmatizza uno per uno i mali e le minacce che impediscono la pacifica convivenza nella regione. Nel mirino ci sono «l’antisemitismo e l’antiebraismo», «le situazioni politico-sociali» che hanno una ripercussione «diretta» e «drammatica» sui cristiani, primi fra tutti quelli iracheni, sempre più costretti all’emigrazione, le restrizioni alla «libertà religiosa» che è «alla base dei rapporti tra musulmani e cristiani», «l’interpretazione tendenziosa di alcuni versetti della Bibbia che giustifica o favorisce la violenza», «l’avanzata del fondamentalismo e la restrizione delle libertà e dell’uguaglianza».