Il vescovo: una festa macabra, sbagliato sottovalutarla

La festa di Halloween mobilita gerarchie cattoliche e animalisti. Le prime a tutela delle tradizioni religiose care alla maggioranza degli italiani, i secondi a difesa dei gatti neri, che nella cosiddetta notte delle streghe sono vittime dei satanisti.
«Mi auguro - ha detto l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia - che i genitori e gli educatori rigettino l’illusione che Halloween sia, tutto sommato, una carnevalata allegra e innocua. Mi auguro che comprendano il rischio che comporta l’assecondare una festa che fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore». Secondo il prelato, la festa è «il segno di un colonialismo culturale più subdolo ma altrettanto grave di quello economico e sociale» e per contrastarla la Chiesa piemontese ha organizzato per stasera feste alternative per far conoscere ai giovani le sue proposte. Un approccio simile a quello del parroco di Sabbio, una frazione del comune bergamasco di Dalmine, che ha accettato di ospitare nel teatro dell’oratorio la festa di Halloween a condizione che i bambini lascino perdere orchi, vampiri, fantasmi e folletti e si travestano da santi, con tanto di aureola. Inizialmente il religioso aveva detto no; poi, dopo un lungo tira e molla con le mamme, s’è trovato il compromesso: la festa dei santi.
Ronde per salvare i gatti neri, invece, ha organizzato anche quest’anno l’Aidaa, Associazione italiana difesa animali ed ambiente, che rende noto che l’uccisione di quei felini per i riti satanici è fortunatamente in forte diminuzione. In ogni caso, dicono all’Aidaa, «chi ha gatti neri li tenga d’occhio».