Il vescovo: mai condannato le auto blu di Galan

Sarà forse anche per il turbamento che ha invaso in questi giorni le diocesi per i titoloni sull’arcivescovo spia, certo è che i prelati veneti proprio non ci stanno a farsi tirare per la tonaca dai mass media, anche se su pettegolezzi locali. Come quello che ha messo nei giorni scorsi alla berlina, è il caso di dirlo, il governatore Giancarlo Galan reo, con i suoi 12 assessori, di aver presentato alla giunta una lista della spesa per i più lussuosi concessionari della penisola da cui farsi recapitare auto blu che farebbero impallidire James Bond. Malandrino fu il Corsera del Veneto (poi ripreso dal quotidiano nazionale) a sbandierare le presunte voluttà del governatore pronto a far pesare sulle pubbliche casse cilindrate e optional degne di un emiro, ma ancor più birichino per avergli aizzato contro i vescovi di una delle regioni più cattoliche d’Italia. Ecco però che proprio colui che in pagina lanciava i peggiori anatemi contro gli sperperi del potere temporale, il vescovo di Vittorio Veneto Giuseppe Zenti, proprio ieri si sarebbe affrettato a smentire, puntando l’indice contro il vecchio vizio giornalistico dei falsi scoop. È lo stesso Galan a denunciare l’intrigo e a rassicurare i veneti che mai alcuna polemica vi è stata e vi sarà con il clero. E, a riprova, il governatore legge integralmente una missiva appena inviatagli da Monsignor Zenti in cui si nega non soltanto qualsiasi accusa contro gli sprechi regionali ma finanche ogni riferimento a berline o altri generi di lusso attribuitigli dall’autorevole quotidiano con la subdola arma dell’inganno. «Da una certa giornalista - lamenta il religioso - ho ricevuto domande provocatorie della serie: il Consiglio Regionale si è raddoppiato lo stipendio, lei che ne pensa?». E le demoniache auto blu? «Da parte dell’intervistatrice non c’è stato un solo mozzicone di parola, ed è scontato che non io posso aver proferito parola». Eppure, sulle colonne del Corriere, i virgolettati del vescovo erano di ben altro tenore. Eccone un passaggio: «La Chiesa non è indifferente a questa corsa a chi arraffa di più. Chi amministra ha il dovere di farsi un forte esame di coscienza. Chi governa deve riflettere, pensioni e stipendi che lievitano, auto blu e altri privilegi... se fossi un politico mi vergognerei». Tutta una bufala, dunque, per gettar fango sulla Giunta e zizzania tra i poteri locali? Dalla redazione veneta del Corriere abiure non ne arrivano, anzi si conferma ogni virgola. «Le affermazioni di Monsignor Zenti - replica il quotidiano - e i suoi inviti a non votare più i politici che si aumentano i compensi e si assegnano privilegi, sono frutto di una telefonata durata quasi un’ora». La baruffa, forse è solo cominciata.