Il vescovo di Palmi: «Stop alle processioni Ora serve riflessione»

Oppido Mamertina«Dopo un'attenta riflessione ho maturato la decisione di sospendere, a partire da oggi, tutte le processioni in programma nei prossimi mesi, fino a quando, come frutto di una maturata e solida coscienza ecclesiale, saranno varati forti e definitivi provvedimenti in merito».
Così il Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina – Palmi, monsignor Francesco Milito, si è rivolto in una lettera pastorale alla sua Diocesi. Arrivano così i primi provvedimenti dopo i fatti del 2 luglio scorso, quando in occasione della processione della Madonna delle Grazie la vara portata dai volontari e altri fedeli fece una sosta con inchino davanti casa del boss della 'ndrangheta Peppe Mazzagatti, 82 anni, condannato all'ergastolo per associazione mafiosa e omicidio, attualmente agli arresti domiciliari per gravi problemi di salute. Nella sua lettera il presule ha dichiarato, a scanso di equivoci: «Preciso subito come maestro, pastore e guida della Diocesi: si tratta di un convinto e preciso gesto di cautela, di un invito alla riflessione e al silenzio, di cui in questo momento tutti abbiamo bisogno». Un duro monito quello del vescovo Milito che nella sua lettera, scritta dal Trentino dove si trova per il master delle Famiglie e del matrimonio, si rivolge con il cuore in mano ai fedeli e al clero della sua diocesi: «Nessuno è autorizzato a vedervi un gesto di sfiducia o di giudizio verso coloro che alle processioni contribuiscono con dedizione e rettitudine: non avrei né motivi né fondamenti discriminanti».
Una lettera piena zeppa di riflessioni e di parole dettate da un religioso da sempre in prima linea nella lotta contro l'illegalità: «Il bene di tutti e la serenità degli animi richiedono a volte sacrifici immediati, seppure temporanei. Una comunità adulta nella fede - scrive monsignor Milito - comprende sempre e condivide, proprio come in famiglia, dove ci si aiuta reciprocamente, scelte per le quali non sono ammissibili interpretazioni arbitrarie e, tanto meno, comportamenti autonomi. Se una processione sospesa manda in tilt o in crisi, rivela la debolezza e il lungo cammino verso l'autenticità della fede».
Quindi un netta presa di posizione da parte del vescovo, che inizia a stemperare le polemiche, anticipando anche eventuali situazioni incresciose che potrebbero verificarsi in questo mese di Agosto, da sempre mese dedicato alle feste patronali, anche perché molti emigranti rientrano in Calabria per le ferie.
Un'atto dovuto che ha ottenuto subito il beneplacito da parte dei sacerdoti della diocesi della piana, i quali nei giorni scorsi avevano espresso in un documento al vescovo tutta la loro solidarietà, ma anche le loro preoccupazioni per i risvolti mediatici che questa vicenda aveva preso.
Intanto prosegue il lavoro dei carabinieri che l'altro ieri avevano iscritto nel registro degli indagati venticinque portatORi. Tra questi ci sarebbe colui che ha dato l'ordine di fare l'inchino. Il lavoro del maresciallo Andrea Marino, comandante della stazione dei carabinieri di Oppido Mamertina, prosegue insieme agli specialisti del nucleo operativo della compagnia dei carabinieri di Palmi. Gli approfondimenti, cosi come disposto dalla magistratura, riguarderanno anche eventuali offerte in denaro raccolte prima e dopo la processione. Non è la prima volta, infatti, che i boss ed i clan «investono» nelle feste del paese per accrescere il proprio potere e la propria predominanza.