Il vescovo di Pompei: è anche colpa nostra

«Desidero rinnovare la mia profonda e sofferta solidarietà con i Comuni di Terzigno, Boscoreale e di tutti quelli della fascia vesuviana e del Parco del Vesuvio per il cumulo di immondizie che ci umilia, ammorba, rende l’aria irrespirabile, avvelena e corrompe le acque e le sorgenti, avvelena i frutti della terra e vanifica il lavoro delle mani dell’uomo». Lo afferma monsignor Carlo Liberati, arcivescovo prelato di Pompei, in merito all’emergenza rifiuti e alle proteste degli abitanti di Terzigno e dei paesi vesuviani che si stanno svolgendo in questi giorni contro l’idea di una seconda discarica. Liberati, intervistato dal Servizio informazione religiosa, ha colto l’occasione per invitare i fedeli della sua diocesi, e più in generale gli abitanti del Napoletano, a un’autocritica collettiva. Anche Pompei, denuncia Liberati, «è piena di rifiuti. Il governo siamo tutti noi: la colpa è di tutti, anche nostra. Come l’inquinamento del fiume Sarno che tra poco sarà insopportabile e umilierà anche il Santuario di Pompei». Sull’emergenza rifiuti è intervenuto anche il vescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma, che ha incontrato i sacerdoti di alcuni Comuni del Vesuviano e ha chiesto la fine di ogni violenza e la prosecuzione nella strada del dialogo: i sei punti dell’accordo rappresentano una base di partenza da non abbandonare.