Vespa punge Michele «Sei un privilegiato Io sarei stato cacciato»

Roma«Santoro? Un privilegiato. Avessi fatto programmi come i suoi avrei dovuto lasciare la Rai da molti anni...» punge Vespa Bruno replicando a una trasmissione radio che il giorno prima aveva accomunato i due conduttori-principe della Rai, dopo le polemiche piovute su Annozero per gli attacchi alla protezione civile. «Dopo Fini, Berlusconi, Gasparri, Carra e Merlo... non poteva mancare Vespa. Se dovessimo giudicare dalle false notizie che dà, dovremmo dedurre che deve rifare l’esame da giornalista!» la replica, ancor più acidula, della redazione del programma di Raidue, di cui naturalmente l’ex-europarlamentare salernitano non poteva non essere a conoscenza.
Un duello rusticano, come non se ne vedeva da un pezzo. Anche perché, subito dopo attacco e contrattacco partivano anche replica e controreplica. «Io Santoro l’ho anche difeso, sono stato contrario al suo allontanamento dalla Rai, ma tutto quello che ho scritto su di lui è vero dalla prima all’ultima parola!» faceva sapere il tycoon di Porta a Porta. «Quello che scrive è falso! Lo sfidiamo a un pubblico confronto», la risposta. Con Vespa a chiudere la serie delle stilettate facendo sapere che quanto aveva sostenuto «è facilmente controllabile da chiunque» e pronto a dirsi «disposto a incontrare Santoro, dove e quando vuole».
Qualcuno potrebbe suggerire la ben nota sede sul retro del convento dei carmelitani scalzi, magari all’alba. Più facile che i due tentino invece di invitare l’avversario ognuno a casa propria (Vespa a Porta a Porta, Santoro ad Annozero), senza pensare magari che partite di andata e ritorno potrebbero anche far innalzare vertiginosamente l’audience. Il problema sarebbe l’arbitro. Di chiamare un esponente di governo non se ne parla, ma anche un piddino al Santoro ormai dipietrizzato pare non stia per nulla bene. Non parliamo poi di terreno neutro come Mediaset, mentre andare in onda su Sky lo sopporterebbe la dirigenza di viale Mazzini? C’è più di un dubbio. E ancora, nel caso di pareggio dopo le due gare, come tradurre in linguaggio televisivo il ricorso ai calci di rigore? Si forma d’onore un giurì? E composto da chi?
Fioccano gli interrogativi. Anche perché nella polemica non si esita a prendere l’avversario per i capelli e a ficcargli le dita negli occhi. «Santoro - spiega paziente Vespa - è un privilegiato perché risponde direttamente al direttore generale Rai, mentre io al direttore di rete. Lui ha tutta la sua redazione (Ruotolo, Formigli e Iacona; nda)con contratto giornalistico, che ai miei invece non viene riconosciuto, nonostante avesse fatto presente la disparità a Celli. E poi - continua il conduttore del talk show di Raiuno, che ha inviato uno scritto alla trasmissione radio che aveva aperto il caso - Porta e Porta è prodotto dalla Rai e non da me e il mio contratto risale al 2001, tant’è che vengo pagato con controvalore in euro delle lire di allora, quando si stabilì che avrei comunque guadagnato meno di colleghi in condizioni analoghe».
«Comprendiamo le ragioni per le quali a Vespa converrebbe che Annozero non esistesse - la replica del sito di Santoro posto nella rubrica Vaf (valutazioni a freddo...) - ma siamo per il libero mercato e comunque Vespa dà notizie false, tanto che lo sfidiamo a pubblico confronto. E non dimentichi di portare il suo contratto!». Il sì di Vespa, come s’è detto, arriva poco dopo. Ora si tratta di scegliere il terreno dello scontro e le armi.