Il vestito per la cena fa scoprire una frode

Se la truffa fosse stata organizzata con abiti da uomo, probabilmente, nessuno l’avrebbe mai scoperta. Ma una signora che scopre un’amica che indossa un abito uguale al suo non è certo disposta a far finta di niente. Pretende soddisfazione. Costi quel che costi. Ed è pronta ad andare dai carabinieri per denunciare che qualcuno l’ha «rovinata» proprio durante la festa alla quale teneva tanto.
Ogni tanto però, i capricci della signora possono davvero rivelarsi molto utili. Capita infatti che sia esattamente una festa molto in a permettere di scoprire un raggiro su ampia scala. Una donna genovese si trova allo stesso appuntamento con una «gemella» che veste l’identico suo abito. Quello che doveva essere un capo unico, tagliato e cucito apposta per lei da un grandissimo sarto di fama internazionale, aveva in realtà una copia. Almeno una copia, visto che persino nella ristretta cerchia delle sue conoscenze, c’era già chi lo indossava. Eppure il prezzo era furoi mercato proprio perché quel vestito non era sul mercato.
La signora, finita la cena senza neanche assaggiare l’aperitivo, si rivolge ai carabinieri. In particolare alla stazione di Genova Maddalena, che a luglio avviano le indagini che si concludono con la denuncia per frode di due commercianti titolari di un magazzino nella zona di Pesaro. I carabinieri sono partiti infatti dal negozio dove la signora aveva acquistato il vestito, e poi sono risaliti ai rappresentanti della case «firmatarie» dei capi venduti nell'esercizio. Tutti garantivano di vendere solo abiti originali ed esclusivi, finchè le indagini non hanno portato a un magazzino in cui erano stoccati circa 500 capi di abbigliamento contraffatti.