«Vetrine distrutte, cestini divelti e graffiti: i danni li paghino i partiti-amici dei cortei»

L’olio di gomito non basta più. È arrivato il giorno della resa dei conti. L’assessore comunale all’arredo Urbano Maurizio Cadeo ha deciso di mettere fine, una volta per tutte, agli scempi e alle devastazioni che caratterizzano tutte le manifestazioni in città, autorizzate o meno. Non è giusto che i cittadini debbano pagare cestini divelti, vetrine distrutte, negozi saccheggiati e muri imbrattati da graffiti e da uova di vernice, l’ultima moda in fatto di proteste. «Domani (oggi, ndr) chiederò i danni a Rifondazione comunista, al Partito comunista dei lavoratori e al collettivo Sinistra Critica, cioè quei partiti che hanno aderito ufficialmente al corteo - attacca Cadeo - in base al principio di responsabilità. Ma pagheranno anche i singoli che saranno identificati dalle telecamere».
All’indomani del corteo in difesa del centro sociale Conchetta, sgomberato all’alba di venerdì, Amsa e Unione del commercio contano i danni. Secondo una prima stima ammontano a 100mila euro i costi solo per ripulire i muri dai graffiti, operazione che vedrà impegnata Amsa già da questa mattina, cui vanno aggiunti 3 cestini bruciati e 20 danneggiati, del valore di 120 euro ciascuno, cui si sommano le 5 campane per il vetro rotte, dal valore di 350 euro l’una. Per ripulire il tragitto percorso dai 5mila manifestanti e la scia di spazzatura che si sono lasciati dietro, sabato sera una squadra di uomini e macchine hanno conteggiato 15 ore di straordinari. Giornata di bilanci anche per i commercianti che rimettono insieme i cocci del sabato di passione: tra vetrine rotte, negozi saccheggiati e palazzi imbrattati nella sola via Torino si arriva a 25mila euro. Insomma 40mila euro in totale, senza contare i danni a auto e motorini parcheggiati per strada, che non verranno mai risarciti ai proprietari.
Qualcuno deve pagare: «Adesso basta - chiude Cadeo -: non è stato possibile chiedere una cauzione agli organizzatori della manifestazione, dato che il corteo non era autorizzato, ma non ci si può sempre trincerare dietro la scusa che “sono solo 4 scalmanati che si divertono a devastare la città”. Se manifestare è un diritto, manifestare civilmente è un dovere». Per domani intanto è già stata annunciata un’altra protesta contro lo sgombero del centro sociale Transiti. Partito avvisato...