Vetrine di lusso in Corsia dei Servi «Usiamo quei soldi per la Galleria»

Si scrive oneri di urbanizzazione, si legge soldi che entrano nelle casse dell’amministrazione in cambio del via libera a progetti dei privati. In questo caso gli attori in campo sono la Real Estate service che grazie alla delibera approvata in giunta venerdì scorso potrà trasformare largo Corsia dei Servi, servitù di passaggio pubblico compresa, in un centro commerciale di alto lusso su una superficie di 700 metri quadrati, restaurando e mettendo sotto vetro la celebre scala dello studio Bbpr, e Palazzo Marino che per il via libera incasserà ben 7 milioni di euro. Parte degli oneri, per un totale di un milione e mezzo di euro, sono stati destinati a opere di arredo urbano da realizzare tra largo Corsia dei Servi e piazza Beccaria, l’altra finirà nelle casse, mezze vuote, del Comune.
Ecco allora che l’assessore all’Arredo urbano del Comune Maurizio Cadeo lancia una proposta che potrebbe risolvere la «vergogna» del centro cittadino, ovvero lo stato di degrado in cui versa la galleria Vittorio Emanuele: destinare quel milione e mezzo per metterla a posto, invece di destinarli all’arredo. Il «salotto buono» di Milano, infatti, avrebbe bisogno di una vigorosa opera di restauro, di cui si discute da due anni.
Solo parole perché le due gare che il Comune ha bandito, restauro in cambio di pubblicità, sono andate clamorosamente deserte. «Questa volta invece i soldi ci sono - esclama soddisfatto Cadeo -: per mettere a posto i marmi della prestigiosa pavimentazione, tasselli mancanti e i lucernari, basterebbero solo un milione e mezzo di euro. Propongo allora di dirottare quel milione e mezzo destinati all’arredo urbano per eseguire un’opera più urgente». Risale infatti a 60 anni fa l’ultimo restauro del vecchio Corso delle carrozze, mentre le tessere del mosaico che compongono «gli attribuiti portafortuna del toro» sono state sostituite due anni fa.
Il progetto per il restauro conservativo, c’è già: è stato stilato dall’ingegner Boccardo, tecnico di Palazzo Marino, già nel 2007, quando un privato, una ditta leader nel restauro di mosaici si era fatta avanti nel lontano settembre 2007.
Ma il progetto era pronto anche nel 2008 quando la Stroer Group International, azienda che ha firmato il restauro della porta di Brandeburgo e del Palazzo dei Principi a Berlino. Ottime le premesse, pessimi i risultati i progetti annunciati non sono mai partiti. Così fallimentare fu l’esito dei due bandi di gara indetti dal Comune l’anno scorso. Ora i soldi ci sono, il progetto, che richiederebbe 16 mesi di lavoro, pure. La volontà politica anche. Non resta che aspettare.