Dal vetro rinasce il vetro Verso il riciclo perfetto

Il riciclo del vetro usato è un processo antico forse quanto l'invenzione di questo materiale, risalente a circa 5.000 anni fa. «È una sapienza - dichiara Franco Grisan, presidente di Co.Re.Ve., il Consorzio recupero vetro sul territorio nazionale - che si era perduta nei secoli e che ora si sta recuperando». La crescente accessibilità delle fonti di materie prime (sabbia e soda), dell'efficienza dei processi di trasformazione e produzione dei contenitori, della disponibilità di energia (petrolio, gas, elettricità) e la non ancora sviluppata sensibilità verso la tutela delle risorse naturali e dell'ambiente, hanno fatto sì che per molto tempo il vetro usato venisse gettato insieme ad altri rifiuti nelle discariche.
Da alcuni anni la consapevolezza dell'opportunità di raccogliere e riciclare questo materiale cresce in tutti i Paesi. «In futuro - afferma Grisan - credo che non parleremo più tanto di raccolta differenziata dei rifiuti, ma di recupero delle risorse». In particolare, il vetro è tra i materiali che, grazie a una raccolta corretta e all'uso di tecnologie sempre più evolute nel riciclo, consente di creare un processo chiuso che si autoalimenta. «Non tutti sanno - osserva il presidente di Co.Re.Ve. - che tutte le bottiglie o i vassetti di vetro usati possono trasformarsi in un esatto quantitativo di nuovi contenitori in termini di peso. Il processo consente enormi risparmi economici e ambientali. Per esempio, nel 2013 in Italia ha permesso di risparmiare 3 milioni di tonnellate di materie prime, l'equivalente di 2,1 milioni di barili di greggio e 1,9 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra». Queste affermazioni hanno precise basi scientifiche. «Producendo vetro nuovo da vetro grezzo - spiega Grisan - si riduce l'estrazione delle materie prime dalle cave e l'utilizzo di maggiori quantità di energia necessaria per i processi chimici di trasformazione della sabbia e della soda in vetro. La lavorazione della soda, che è carbonato di sodio, provoca liberazione di anidride carbonica».
Grisan è pronto a rispondere anche alle obiezioni di chi riconosce al vetro uno straordinario livello di riciclabilità - oltre a vantaggi tra i quali la conservazione delle caratteristiche organolettiche degli alimenti - ma gli imputa un peso elevato che si traduce in maggiori consumi energetici nei trasporti. «Le bottiglie di birra di oggi - fa notare Grisan - pesano molto meno di quelle di venti anni fa. Sono stati fatti passi avanti notevoli, a livello produttivo, per produrre contenitori in vetro sempre più leggeri e resistenti».
Tutto bello, ma c'è un ma. «È necessario che cittadini e pubbliche amministrazioni si adoperino per una raccolta differenziata del vetro sempre più corretta. Molti materiali che sembrano vetro riciclabile in realtà non lo sono, e provocano rallentamenti nella selezione del vetro usato e inconvenienti durante la lavorazione. I nemici principali sono ceramica e cristallo». Occorre evitare che, insieme alle bottiglie, finiscano nelle campane tazzine di caffè, bicchieri di cristallo, pirofile o lampadine. Detto questo, in fatto di raccolta differenziata e riciclo del vetro, l'Italia ha una pagella positiva. «L'anno scorso, nonostante un calo dell'1% dei consumi di contenitori, il tasso di riciclo è aumentato del 2,8%. Siamo ancora leggermente indietro rispetto a Germania o Austria, ma ricicliamo meglio di Francia, Spagna e Inghilterra. I comportamenti variano da una parte all'altra del Paese, ma assistiamo a recuperi di virtuosità in regioni che fino a pochi anni fa mostravano un rapporto chili raccolti per abitante molto bassi». Il segreto è fare comunicazione e cultura.