Vettel, il piccolo Schumi: "Come volavo sull’acqua..."

Il tedesco è il più giovane pilota in pole position nella storia della Formula uno. E si allenava a casa di Michael

nostro inviato a Monza

«Fantastico» batte «incredibile» 5-3. Sono queste le parole più ricorrenti nelle frasi di Sebastian Vettel a margine delle qualifiche. Un futuro da campione ma un presente già luminoso. «Questa pole position è incredibile, non immaginate neanche quanta acqua ci fosse sulla pista. E pensare che prima che iniziassero le prove avevo scherzato con i miei meccanici dicendo “Oggi faccio la pole”...». Ma forse non ci credeva neanche lui, se è vero che nel parco chiuso lo vedi saltare sul musetto della sua Toro Rosso e gioire come un pazzo.
Vettel ha 21 anni e ieri è diventato il pilota più giovane nella storia della Formula 1 a conquistare una pole position, anche se la cosa non sembra sfiorarlo: «Non m’importa molto di questo record, è più bello sapere di avere dietro i migliori piloti del campionato». Dimostra in pieno la sua giovane età, lo vedi nello stupore degli occhi all’incontro con la stampa, quando sembra pensare «Ma siete tutti qui per me?». Oppure quando Kovalainen, il secondo, e Webber, il terzo, hanno esordito, rispondendo alle domande della stampa, con un «innanzitutto voglio fare i complimenti a Sebastian per la sua prima pole position».
Ma sembra un bambino anche nei suoi lunghi discorsi, come se avesse appena scoperto qualcosa di nuovo e lo volesse raccontare a tutti nei minimi dettagli, lontano dalle frasi secche che i piloti più esperti ripetono a memoria a favore dei tempi stretti richiesti dai media. «La pista completamente sotto la pioggia può rappresentare un problema ma io mi sono allenato su pista bagnata con le gomme da asciutto nel circuito di Kerpen». Già, Kerpen. Ovvero Michael Schumacher, sono in molti a paragonarlo al sette volte campione del mondo, forte oltretutto di un bel rapporto con l’ex pilota della Ferrari. Ma Sebastian preferisce evitare questi discorsi.
Piuttosto si concentra sulla gara: «Come andrà? Dipenderà dalle condizioni meteo. Partire con la safety car? È chiaro che per me sarebbe meglio, così alla prima curva sarei ancora capogruppo, ma devono decidere i giudici di gara, che già gli anni scorsi qui hanno fatto un buon lavoro e sono sicuro che lo faranno anche questa volta».
Quando gli chiedono delle difficoltà di Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton si comporta da collega solidale: «Non era facile nel Q2, poteva succedere di tutto. Con le condizioni meteorologiche che cambiavano ogni cinque o dieci minuti, azzeccare il giro giusto diveniva molto arduo». Chapeau.
Lui è pronto alla battaglia di oggi anche perché Monza è una pista che gli piace, già nel 2006 aveva fatto il miglior tempo nelle libere del venerdì quando era collaudatore Bmw. «Alcuni piloti non amano questo Gran premio, io non sono tra quelli. Questa è una pista che ha un’anima, stretta e molto veloce. Se poi c’è l’asciutto, con le auto scariche aerodinamicamente, è anche più bello perché senti di più l’auto e guidare diventa un divertimento. Sì, Monza è proprio godibile».
E se hai una vettura che ti permette tutto questo, è anche più bello. È qualche gara che la Toro Rosso è in crescita, e Vettel ci spiega la ricetta del successo: «È merito del duro lavoro ma anche della passione che leggo negli occhi dei miei meccanici». Passione che noti mentre stanno con le mani unite negli ultimi secondi del Q3, sperando che Massa o Kovalainen non tolgano loro il sogno della pole position.
Passione che nasconde un pezzetto di Italia. Perché se i motori sono forniti direttamente dalla Ferrari, il sentimento che Vettel percepisce ai box deve essere tutta farina del sacco di Giancarlo Minardi. Perché prima di essere Toro Rosso questa scuderia era la Minardi di Faenza. E l’ex proprietario è uno dei primi a essere contento di questo risultato: «Innanzitutto voglio dire che questo risultato è tutto merito loro, stanno crescendo in modo costante. Ma nella squadra ci sono tante persone che conosco e con cui ho passato momenti indimenticabili, quindi un po’ del mio cuore è nella pole di Vettel». A cui predice un grande avvenire: «Già ora è competitivo in condizioni di pista normali ma anche critiche come dimostra la gara del Belgio o qui a Monza. Se continua così diventerà veramente un grande». Forse il nuovo Schumi. Ma non ditelo a Sebastian.