Vettel, un punto e... a capo La F1 deve correre ai ripari

Dodici pole su quindici perché le altre tre sono del povero Webber, compagno bastonato e umiliato. Seb Vettel infierisce anche su Button, lascia che ci metta l’anima e poi, quando decide, gli spatascia in viso il tempone di soli nove millesimi migliore. Il che sa di presa per i fondelli, di allora vuoi proprio tutto? Ma che altro dovrebbe fare Seb che stamane vorrebbe e potrebbe laurearsi campione del mondo per la seconda volta consecutiva? Quel talento gli ha dato madre natura, quella Red Bull gli ha dato papà Adrian Newey e con le due cose insieme si vince a mani basse. Punto.
Semmai sono altri che dovrebbero far qualcosa per il 2012. Hanno qualche mese. Poco tempo per la verità, ma molto se pensiamo che in fondo l’andazzo era chiaro già dopo i primi Gp. Nello specifico è un attimo pensare alla Ferrari e saperla con maniche rimboccate, testa bassa, sinapsi neurali tutte orientate a lavorare a un progetto innovativo e creativo e aggressivo. Ma ugual concetto vale per tutti: forse per la McLaren un po’ meno visto quanto di buono ha dato a vedere. Vale invece molto per le tronfie Mercedes che dovevano spaccare il mondo e che adesso sono lì a escogitare trucchi da terzo mondo motoristico. Ovvero saltare il Q3 per risparmiare gomme. Mica bello. L’hanno fatto Schumi, Senna, Petrov e Kobayashi che l’ha fatto meglio, almeno iniziando il giro, ed è stato premiato in griglia passando per regolamento davanti agli altri nonostante il tempo peggiore. Sulla norma che consente di pirlare il Q3 è intervenuto anche Stefano Domenicali: «Dovremo pensarci bene in futuro (team e Fia, ndr) perché non è una cosa buona per gli spettatori...».
La 12ª pole firmata a Suzuka da Vettel e la Red Bull non è un campanello d’allarme per i rivali in quanto il gong che li ha tramortiti è suonato per loro in marzo. È invece un campanellone d’allarmone per l’intero Circus. Qualcuno ha provato per un istante a immaginare che cosa sarebbe stato questo mondiale senza le due novità stagionali? Ovvero le gomme Pirelli e le ali mobili per i sorpassi? Anche noi puristi della F1 siamo stati costretti ad ammettere che lo show 2011 è stato salvato da queste novità. Senza le Pirelli e gli sconvolgimenti periodici legati alla necessità di cambiare gomme dalle prestazioni profondamente diverse avremmo assistito a Gran premi vinti e finiti ancor prima d’iniziare. Idem come sopra senza le ali che se non altro, anche complice il deterioramento delle gomme, consentivano sorpassi a ripetizione.
Alonso 5° e Massa 4° al via stamane, se hanno una lontana possibilità di dire la loro, lo devono soprattutto alle suddette novità. E ugual concetto vale persino per le McLaren pur molto più vicine. Che si debba correre ai ripari è dunque chiaro. Magari dimostrando minor... come dire... flessibilità riguardo a certe intuizioni borderline di Newey? Magari premiando un filino di più la linea di chi i regolamenti li segue alla lettera? Non dimentichiamoci che a Silverstone, unico Gp dove erano state temporaneamente abolite certe diavolerie, ha vinto la Rossa. Poi per quieto vivere si è tornati alle diavolerie, ma quel quieto vivere varrà pur qualcosa oggi in vista del domani dietro l’angolo?
Il mondiale è così terribilmente finito in anticipo che Ecclestone & C. hanno dovuto escogitare la trovata della comunicazione radio in cui a Singapore il tecnico di Massa anziché dire blocca dietro di te Hamilton aveva sbrigativamente detto «distruggigli» la gara. A proposito: Felipe e Lewis non si parlano. E il Dio dei motori, primo fra gli annoiati di questo campionato già finito, ha pensato bene di metterli uno accanto all’altro stamane al via. Almeno questo...