«Vi do il buongiorno con le news (e un po’ di gossip)»

La showgirl debutta il 21 su Canale 5 con Mattino 5 assieme a Claudio Brachino: «Un mix di intrattenimento e attualità»

da Milano

Barbara D'Urso, come vive le levatacce?
«Male, soffro d'insonnia. Ma ho un bioritmo meraviglioso, con il tempo si adatta a tutto».
Da lunedì 21 lo metterà alla prova.
«La sveglia suonerà alle cinque e mezzo ma sono contenta, anzi orgogliosa perché condurrò Mattino 5, l'unico programma completamente nuovo proposto dal primo canale Mediaset quest’anno».
Di che cosa si tratta?
«Una commistione di intrattenimento e news che andrà in onda tutti i giorni dalle 9 alle 11. Io e Claudio Brachino lavoreremo gomito a gomito col Tg5, seguendo i fatti di attualità più stringente. Ma si parlerà anche del Grande Fratello 8, seguiremo i ragazzi ventiquattrore su ventiquattro e ogni mattina racconteremo quello che è accaduto loro durante il giorno e la notte. Abbiamo previsto interviste, rubriche, un pizzico di gossip e forse arruoleremo anche Barbara Palombelli e Davide Mengacci. La scaletta è ancora in evoluzione, facciamo una riunione dietro l'altra, tutto può succedere».
Un'attività intensa, la sera non alzerà un dito.
«Al contrario! Con Maurizio Micheli stiamo portando in tournée Il letto ovale, una commedia degli equivoci molto divertente dove canto, ballo, faccio persino le imitazioni di Marilyn Monroe e Sophia Loren. Produco tanta adrenalina che prima delle tre non riesco a chiudere occhio. Abbiamo trascorso dicembre al Sistina di Roma, un successo. Ora stiamo girando la Lombardia e in aprile debutteremo al Manzoni, a Milano. Insomma, vivrò tra autostrade, palcoscenici e redazione».
È soddisfatta?
«Molto, lo spettacolo richiama pubblico a frotte, anche se il teatro sta attraversando una crisi nera. La gente non ha soldi, non esce facilmente di casa la sera e quando lo fa vuole ridere, con tutto il rispetto per le messinscene impegnate. Ma la colpa è della politica, gli italiani sono oppressi dall'ansia, dalle preoccupazioni, ogni giorno c'è una crisi, per non parlare di questa emergenza rifiuti. Da napoletana ne sono addolorata».
Preferisce recitare in teatro o in tv?
«Lavoro a mio agio in entrambe le situazioni, ma in teatro ho la gioia di poter respirare la reazione del pubblico già durante la recita, mentre in Tv bisogna aspettare le fatidiche 10.05 del mattino dopo, cioè quando vengono pubblicati i dati dell'Auditel».
Che non è stato clemente con lei, negli ultimi tempi.
«Reality Circus, con i vip che cercavano di domare le bestie feroci, era una trasmissione bellissima, ancora non riesco a capire perché al pubblico non sia piaciuta. Le pupe e i contadini di 1, 2, 3 Stalla hanno esordito male ma poi si sono ripresi alla grande».
Signora D'Urso, ha condotto anche due edizioni del Grande Fratello: lei crede che i reality abbiano ancora un futuro nella tv italiana?
«È un’era agli sgoccioli, resisteranno solo i marchi storici. Anche se è un discorso che vale per tutta la tv».
Le piace il palinsesto a base di classici?
«Sì, se devo essere sincera, e poi sono convinta che un'azienda debba cavalcare proposte collaudate come Striscia la notizia, Amici o La corrida».
E lei come se la caverà a condurre un programma di informazione tutto nuovo?
«In realtà, un po’ di cronaca la mastico, fino a qualche tempo fa ne scrivevo sui settimanali».
Dall'ora di cena a quella di colazione come cambierà Barbara D'Urso?
«Sarò sempre la stessa, è il mio punto di forza. Magari non sfoggerò lunghi abiti di paillettes».
Che cosa la spaventa del debutto di Mattino 5? A parte le occhiaie.
«Per quelle mi sto già attrezzando con impacchi di miele e pappa reale. A parte gli scherzi temo proprio gli ascolti, siamo una barchetta fresca di cantiere e dovremo combattere contro la corazzata di Unomattina, imbattuta da vent'anni».
Tra fiction, varietà, teatro e cinema, le rimane ancora qualcosa da desiderare, professionalmente?
«Recitare per Pedro Almodóvar. Vorrei imbruttirmi con il trucco e avere un ruolo, anche piccolo, in una di quelle sue travolgenti storie di donne. È il sogno di una vita».
L'ha già contattato?
«No, anzi, spero che il Giornale venga distribuito anche in Spagna, così saprà che lo cerco».
Nelle grandi città si trova. Ma di progetti più immediati ne ha? Siamo abituati a vederla in prima serata.
«E presto ci tornerò».