«Vi racconto come sarà l'Open degli italiani»

È una vera istituzione, apprezzato e ammirato per ogni suo commento: Silvio Grappasonni è la voce più autorevole del golf italiano su Sky, il commentatore e l'analista più preparato. Nei quattro giorni dell'Open racconterà le prodezze dei protagonisti, che conosce uno ad uno, pregi e difetti.
Nell'European Tour, dove possiamo collocare l'Open d'Italia?
«La situazione non è rosea. C'è un'emorragia fortissima verso il tour americano, pensate che a Crans Montana, dove hanno la residenza, Sergio Garcia e Adam Scott non si sono presentati. A questo punto l'Open nostrano può solo puntare sull'organizzazione ed i servizi, per esempio coccolare i giocatori e le mogli, portarle a fare shopping a Milano, oppure a Maranello».
Il campo di La Mandria che tipo di giocatore premia?
«È un campo bellissimo, tirato a lucido, modificato nel 2006. L'Open si è giocato qui nel 1999, partecipai pure io, giocando peraltro malissimo, finì 70imo. Ora ci sono dei cambiamenti di ultima ora, per cui il percorso sarà una sorpresa pure per me. Come idea, premia chi tira diritto più che lungo».
Matteo Manassero è il favorito?
«Non lo so. Ha raggiunto il picco di forma in primavera, quando ha vinto a Wenthworth. Poi ha avuto un calo fisiologico, è normale, però attenzione: lui non fa una giornata di vacanza da anni, quando non gioca gli sponsor lo portano in giro a cene ed eventi, è un ragazzo di 20 anni. Dovrebbero gestirlo meglio: forse avrà uno sponsor in meno ma arriverà qualche vittoria in più».
Ha più bisogno lui di vincere l'Open d'Italia o è l'Open ad avere bisogno di lui?
«La seconda. Matteo ha già vinto quattro tornei, nessuno come lui alla sua età».
Francesco Molinari invece?
«Si trova in difficoltà, ha mancato due tagli di fila, il gioco corto è disastroso, però solitamente le annate post Ryder sono così. Guardate McIlroy e Luke Donald: si tira il fiato. Ha il vantaggio di giocare in casa».
Lei critica sempre Lorenzo Gagli...
«Perché non crede nelle sue possibilità. E perché mi rivedo in lui. Attenzione però, rischia di perdere la carta: è 108imo, passano i primi 110 e mancano quattro gare».
Ci saranno Olazabal e Goosen.
«Il primo è stato il capitano in Ryder, significa essere ad un passo dal ritiro. Goosen viene da un lungo infortunio, ma è un fuoriclasse, tecnicamente squisito».
E ci sarà uno dei suoi preferiti, il belga Colsaerts.
«Piacerà moltissimo agli italiani, innamorati dai giocatori che tirano forte. Lui è un "bombarolo". Molto estroso, spettacolare, imprevedibile perfin troppo: all'Open d'Olanda se ne è andato dopo il primo giro».
Ci saranno delle novità su Sky?
«Tante, a partire dalla presenza di Edoardo Molinari accanto a me. Un'ora al giorno, dovrò essere bravo a fargli dire cosa succede solitamente negli spogliatoi, raccontare aneddoti divertenti oltre all'evidente aspetto tecnico. E poi ci sarà Massimo Scarpa che accompagnerà i protagonisti buca dopo buca, spiegando che tipo di colpo effettuano i giocatori, che ferro utilizzano e altri dettagli».