«Vi racconto una storia (e il blabla dei politici può finire a pagina 19)»

Caro direttore,
le scrivo sulle ronde, un argomento abbastanza dibattuto, ma non per esprimere un parere o criticare qualche scelta. Le voglio solo raccontare una semplice storiella. L'altro sabato intorno all'ora di pranzo sotto casa vedo una pattuglia dei vigili urbani. Premetto che si tratta di un quartiere solo residenziale e relativamente tranquillo, specie a quell'ora. E infatti i vigili sono lì per un paio di rilievi fotografici di poca importanza. Quello che mi attira è che c'è un signore che sta discutendo con loro. I vigili seguono il signore, guardano, fanno cenni, sembrano prendere delle note e lo salutano. Mentre parcheggio mi viene in mente che poco più in la c'è una vettura parcheggiata in evidente stato di abbandono. Allora, mi dico, quasi quasi potrei andare a segnalarla. Lo so che le forze dell'ordine hanno un sacco di priorità importantissime e che sopravvivono con organici sottodimensionati (o almeno questo è quello che leggo) ma in fondo si tratta di un oggetto in stato di abbandono, con potenziale inquinante piuttosto elevato e magari ha una sua utilità sapere dove si trovi. Per cui mi avvicino ai vigili che stanno armeggiando con una fotocamera digitale. Al termine delle operazioni mi presento e faccio la segnalazione. Mi rassicurano sul fatto che il veicolo è noto e che verrà apposto a breve il cartello che segnala che è sottoposto ad accertamenti (purtroppo a due settimane di distanza il cartello non è ancora apparso). Comunque mi scuso per averli interrotti e li ringrazio per l'attenzione. Eh si, mi dice un agente risalendo sulla macchina di pattuglia, è il quarto che viene a chiedere delle cose, in dieci minuti che siamo stati qui. E qui mi pare il nocciolo della questione. In un quartiere normalissimo, popolato da persone normalissime, in una città normalissima, a un'ora normalissima, per attività normalissime, una pattuglia normalissima si ferma e viene naturalmente riconosciuta come riferimento da quattro diverse persone nel giro di pochi minuti. Dimostrazione che immagino, data la normalità, replicabile in diverse altre parti di italia. Allora tutto sommato mi viene da dedurre che l'equivalente del poliziotto/i di quartiere non sia un'idea balzana. E quindi molto di quello che ci circonda è demagogia allo stato puro e queste discussioni stucchevoli e sterili, che siamo costretti a sorbirci quotidianamente, sono sostanzialmente l'immagine di una classe politica che non sa più come attirare l'attenzione. Personalmente credo che questa storiella sia molto significativa e credo anche che alla fine le fonti di informazione, giornali inclusi, dovrebbero autolimitarsi sulle notizie politico-rissose a una sola pagina (non prima della diciannovesima) e dedicare nuovamente i professionisti della penna a fare giornalismo, analisi e informazione, come in molti, nelle sue pagine, ma per fortuna anche su altre, vedo che continuano a fare, in mezzo a questo stridente baccano politico. Cosa ne pensa?

Che cosa ne penso? Sono d’accordo con lei sui tre punti essenziali: a) i poliziotti di quartiere andrebbero rispolverati e rinfrescati; b) i giornali dedicano troppo spazio ai problemi che interessano solo ai politici e ai giornalisti; c) le notizie politico-rissose meriterebbero di essere ridimensionate (cosa che sul «Giornale» stiamo cercando di fare quotidianamente). L’unica obiezione è che pagina 19 mi sembra francamente un po’ troppo. Facciamo 17?