Vi spiego come abbattere la partitocrazia

Il Popolo della libertà sbilanciato a destra? Illusionismo di un Veltroni che resta l’icona di una sinistra doc

Caro Direttore,
«sradicare la partitocrazia e liberare la crescita» è il titolo del programma che presenterò nei prossimi giorni come contributo al documento programmatico del Popolo della libertà e messaggio agli elettori da parte di quel «centro liberaldemocratico» che mi onoro di guidare.
Sottolineo la dizione «centro liberaldemocratico» anche perché è in corso un «trabocchetto politico-mediatico» secondo cui il Popolo della libertà sarebbe oggi sbilanciato a destra. Si tratta di uno di quegli illusionismi tanto cari a Veltroni, che dopo aver governato Roma soprattutto grazie all’appoggio della sinistra antagonista (del resto come Prodi) tenta di presentarsi come alfiere di un partito addirittura collocato verso il centro. Ma non basta liberarsi con qualche asprezza dei socialisti per perdere la connotazione di sinistra, che tale è e ben a sinistra per l’appunto è collocata.
Quanto poi al Popolo della libertà, la scissione a destra di Alleanza nazionale mi sembra la cartina di tornasole di una collocazione più moderata e la pronta adesione del centro liberaldemocratico sull’altro versante è la dimostrazione di una forza politica ben collocata nell’area del centro-destra, e sottolineo la parola centro.
Ebbene, proprio in quanto esponente del centro liberaldemocratico, ho scelto di concentrare il mio contributo programmatico sulla lotta alla partitocrazia, una metastasi diffusa nel Paese soprattutto laddove governa la sinistra, cioè, si voglia o no, le truppe del Partito democratico.
E infatti, ad esempio, Veltroni si guarda bene dall’includere le liberalizzazioni, e in particolare quelle dei servizi pubblici locali, nel suo programma. Sta lì infatti la congerie dei lottizzati ben insediati nelle migliaia di posti nei consigli di amministrazione di tante municipalizzate o spesso inutili società miste proliferate a livello locale. Per questo il primo punto del mio programma è quello di liberalizzare e privatizzare veramente i servizi pubblici locali sulla base del principio di sussidiarietà secondo cui spetta ai privati in forma singola, in forma societaria o in forma associativa gestire tutte quelle attività che non è indispensabile gestire in forma pubblica.
Cito poi un altro punto specifico del programma del centro liberaldemocratico: abolire il metodo dello «spoil system», diffuso nelle amministrazioni, dai Comuni alle Regioni, alle amministrazioni centrali, nella sanità e negli enti pubblici.
La nostra proposta è quella per un verso di sganciare dal ministro di turno la nomina dei dirigenti generali, o dal sindaco quella dei segretari comunali, per altro verso quello di sostituire con un meccanismo semplice l’attuale metodo di nomine dei responsabili degli enti pubblici e delle Asl.
Si potrebbe affidare a società indipendenti la selezione per ogni nomina di una terna di candidati su base meritocratica e professionale, in modo tale che il vertice politico dell’amministrazione competente possa scegliere il «nominato» solo in seno a questa terna di nominativi.
Va inoltre restituita alla Corte dei conti, come recentemente richiesto in sede solenne dal presidente e dal Procuratore generale, la possibilità di disporre, con efficacia immediata, ove si registrino sprechi accertati, il blocco delle risorse a soggetti pubblici che le stanno sperperando. Quanti miliardi di euro si potrebbero recuperare con questo semplice accorgimento?
In sintesi, capisco che la sinistra, ben più radicata nell’Italia della partitocrazia impicciona e delle lottizzazioni, si sia guardata bene dal richiamare tali questioni nel suo programma. Conto però che il centrodestra, che al banchetto della partitocrazia attinge solo alle briciole, comprenda che sradicare la partitocrazia è il metodo migliore per liberare la crescita.
*Presidente
Liberaldemocratrici