«Vi spiego perché le agenzie devono pagare meno tasse»

Porta la firma di Maurizio Ughi l’intervento di maggiore impatto nel corso del Gaming Business Unit organizzato a Milano dal gruppo Sole24Ore. Il presidente e ad di Snai SpA ha lanciato una proposta, razionale e provocatoria allo stesso tempo, per incrementare il settore delle scommesse sportive e ippiche. Come? Eliminando la tassazione in vigore nelle agenzie e applicando una imposta rapportata all’ampiezza in metri quadrati dei punti in questione. Questo il ragionamento di Ughi che andrebbe preso in seria considerazione dal ministero dell’Economia: «Lo Stato gestisce i giochi per regolarizzarli e fare cassetta, è innegabile. Ma c’è una grande differenza fra segmento e segmento. Da lotterie, lotto, giochi numerici, slot e vlt ricava quasi il 90% dei 9 miliardi di imposte incassati nel 2009. Con le scommesse porta a casa solo 150-200 milioni. Partendo da questa premessa ritengo che le scommesse andrebbero potenziate permettendo alle agenzie di accettare tutti i tipi di giochi e modificando l’attuale tassazione. Se le imposte diminuissero, riusciremmo a migliorare le quote, incrementare il pay-out ed eliminare il gap con i punti privi di concessione. È quanto si aspettano i nostri clienti».
Ma come si può procedere? Ughi prende ad esempio gli allibratori inglesi che pagano una imposta giornaliera. «In Italia la tassazione è troppo elevata, all’incirca 16-18mila euro al mese per ogni punto vendita. In futuro andrebbe legata ai metri quadrati, da un minimo di mille a un massimo di 5mila euro». Nel corso dell’intervento Ughi ha precisato che il suo progetto riguarda solo le agenzie, non i corner, per motivi ben precisi: «Il corner è un locale di transito dove si vende altro. Nella agenzie la volontà di giocare è ovvia. E chi ci entra sa già cosa vuole fare e come comportarsi in un locale tutelato e monitorato in tempo reale».
E le scommesse ippiche che segnano il passo da troppi anni? Ci guadagnerebbero da questa innovazione? «Certo, ne otterrebbero i maggiori vantaggi, al momento sono quelle che pagano più tasse. Ma il rilancio dell’ippica non può prescindere dal passaggio del gioco ad Aams come è successo anni fa con le scommesse sportive. Un giorno o l’altro ci daranno ascolto. Intanto continuiamo a leccarci le ferite». E gli altri giochi? «In linea di massima hanno aliquote corrette. Non è vero, per esempio, che il SuperEnalotto abbia una tassazione adeguata, è un problema di struttura aritmetica del gioco diversa da quella delle scommesse».
A margine della tavola rotonda Maurizio Ughi è intervenuto sulla manifestazione d’interesse promossa da Sisal nei confronti di Snai: «L'unione di due grandi player è giusta e può avere un effetto bomba sul mercato. Spetterà ovviamente agli azionisti valutare la convenienza dell'accordo. Il discorso andrà avanti nei prossimi giorni. Ma è impossibile al momento anticiparne i risultati. Un po’ di cautela non guasta di fronte a un’operazione di questo tipo».