«Vi spiego tutti gli sperperi di Bassolino»

da Napoli

«Vi spiego io come vanno le cose nella Regione Campania del presidente Bassolino». Parlamentare di An, Italo Bocchino, affila le armi e, da capo dell'opposizione della Casa delle libertà in consiglio regionale, si «traveste» da investigatore e va a caccia degli sprechi.
Trentotto anni, vice presidente dei parlamentari di An, battuto nella corsa a governatore da Bassolino alle elezioni regionali dello scorso aprile, Bocchino ha mantenuto la promessa che sarebbe restato in consiglio regionale per guidare l'opposizione di centrodestra.
Ad esempio, cos'ha scoperto nel corso della sua attività investigativa, onorevole Bocchino?
«Ho scoperto che la Regione Campania ha ben 33 società miste, che si occupano di tutto. Ho avviato un giro ispettivo, ho visitato due sedi ma il mio è un eufemismo».
Perché?
«Perché queste due sedi sono solo delle scatole vuote. Non c'erano gli uffici, non esiste la sede legale. Le società miste sono state create dalla Regione per poter procedere con strumenti giuridici di diritto privato anziché pubblico».
Vuol dire che si tratta di società inesistenti?
«Esatto, mi sono recato all'indirizzo di queste due società miste e non le ho trovate».
Ce ne sarà qualcuna o sono tutte sulla delle aziende fantasma?
«Certo che qualcuna esiste. La Campec ad esempio».
Di che cosa si occupa questa «mista»?
«È specializzata nella sperimentazione e innovazione tecnologica nel settore dei materiali e per la protezione dalla corrosione».
Che cosa c'è di male se la Regione Campania ne è proprietaria?
«Non credo che una Regione come la nostra debba occuparsi della ruggine. In Campania esistono problemi ben più seri, come l'emergenza rifiuti o il problema eterno della sanità. Bassolino dovrebbe farsi carico di questi problemi e non della corrosione».
È riuscito a sapere quanto costa mantenere queste società miste?
«Non sono riuscito ancora ad avere le carte per poter meglio approfondire questa vicenda ma la battaglia è appena iniziata».
Onorevole Bocchino, il ministro Landolfi, del suo partito, accusa Bassolino, non solo di sprechi ma anche di non avere speso i fondi comunitari dei Por: è d'accordo?
«Certo che sono d'accordo. In Regione Campania c'è poca capacità di saper spendere i soldi in modo da rendere produttiva la spesa stessa. Si investono soldi in quei settori dove è facile spendere mentre nei settori dove è difficile, come la scuola e il marketing territoriale, emergono profonde lacune».
Bassolino si vanta di essere uno che invece sa spendere e bene.
«Lui dice: siamo stati premiati perché abbiamo speso più del minimo previsto dalla normativa europea ma il punto è un altro. Non serve spendere, serve produrre aumento del Pil, serve produrre occupazione».
Invece?
«In Campania, invece, abbiamo un aumento inferiore del Pil rispetto alla media nazionale e meridionale. Bisogna dire: ho speso molto perché ho prodotto aumento del Pil e dell'occupazione. È come il padre di famiglia che vince un milione di euro al casinò: a mio avviso va condannato. Mentre chi spende 500 mila euro per comprare una casa fa bene, vuol dire che è un buon padre. Questo è il vero problema della Campania: soldi spesi male. Come nel campo della sanità».
Se lei fosse stato eletto presidente della Regione Campania, come li avrebbe utilizzati questi fondi comunitari?
«Sarebbe stato necessario investire i fondi dei Por, per fare recuperare alla Campania un ruolo centrale nel Mediterraneo, dove, invece, c'è stato un buon investimento del governo con la legge Obiettivo. Grazie a questo provvedimento sono stati realizzate opere importanti come l'autostrada Salerno - Reggio Calabria, gli interporti, lo stesso porto di Napoli, migliorato con i soldi di Roma».