«Vi svelo il mio sogno: inventare un quiz e una serie all’americana»

«Vorrei produrre programmi nuovi da far condurre anche a qualcun altro»

C’è posta per... Mediaset. Mittente: Maria De Filippi. Dopo averne ricevute a migliaia, la postina per eccellenza della televisione italiana manda una lettera all’azienda per cui lavora da quindici anni. Sintesi del contenuto: «Cara azienda, vorrei produrre altri programmi in cui non necessariamente metto la mia faccia». Lei, una colonna dell’azienda, che porta risultati a ogni ora del palinsesto, dopo anni di Amici, C’è posta per te e Uomini e donne, avrebbe un sogno...
Quale?
«Sono socia della Fascino che produce in esclusiva per Mediaset. Mi piacerebbe che, indipendentemente da me, come succede per Endemol, Fascino potesse produrre programmi per altri conduttori. A me bastano quelli che ho. Ma c'è un gruppo lavorativo che è cresciuto e che è capace di sostenere anche altre trasmissioni. Il marchio deve diventare Fascino, non Maria De Filippi».
Quindi, potrebbe anche non condurre più Amici?
«L’appuntamento quotidiano della mia scuola ha una media d'ascolto del 23%, non ha dietro Maria de Filippi, ma tre autori: Luca Zanforlin, Mauro Monaco e Chicco Sfondrini. Per i primi tre mesi di programmazione, Luca ha condotto la diretta di Amici senza che io fossi presente, in totale autonomia, con un alto risultato del 24 per cento di share».
E cosa vorreste produrre?
«Mi frulla in mente già da un po’ di tempo di provare un quiz. Ma non dico di che tipo, sennò salta tutto».
Lei è una fan delle serie americane (da Grey’s Anatomy a 24), mai pensato di produrne una?
«È il mio grande desiderio... Quando De Laurentiis ha deciso di trasformare A un passo dal sogno (il libro di Sfondrini e Zanforlin dedicato alla scuola di Amici) in un film, mi sono mangiata le mani. Ho pensato, cavolo potevamo produrlo noi. Certo la Fascino si dovrebbe ingrandire o appoggiare alle altre aziende che lavorano per Mediaset, Taodue o Mediavivere... ci si può pensare».
Del resto, suo marito Costanzo all’inizio dell’anno, ha lanciato un appello: «La Tv è vecchia, inventatevi qualcosa di nuovo».
«E ha ragione. Nel mio piccolo, ho cercato di cambiare i miei programmi ogni anno, di farli evolvere, altrimenti si esauriscono. Comunque, l’unico modo per trovare qualcosa di nuovo, è provare numeri zero, da non mandare in onda. Una volta si facevano. Mi piacerebbe che me li lasciassero sperimentare».
Be’, non sembra proprio che a Mediaset non trovi udienza. Se la sono accaparrata in esclusiva per cinque anni e la sua influenza all’interno dell’azienda è nota...
«Leggende. Come quella che racconta che sono al vertice di un sistema di poteri. Anzi, se devo dirla tutta, mi sembra che al contrario ci siano troppe parrocchie. Credo che sia necessaria più sinergia: i vertici Mediaset dovrebbero agevolare la collaborazione tra le diverse anime. A volte invece sembra che la logica sia quella del “divide et impera”. Mai vista, per esempio, una convention Mediaset con presenti tutti gli artisti. E poi ci sono programmi Mediaset (non mi riferisco certo a Striscia che lo fa di mestiere) che deridono altri programmi Mediaset, non mi sembra che succeda in Rai».
Per esempio?
«Gli opinionisti, direttori di settimanali, che vengono invitati nei contenitori domenicali: passano il tempo a criticare alcune trasmissioni come il Grande fratello e i miei tronisti e poi ne riempiono i loro giornali...»
Veniamo ai suoi show. Stasera ad Amici ci sarà per i ragazzi una sorpresa (non possono leggere i giornali il giorno della diretta): Morandi. E poi un evento storico: la tanto invocata esibizione di danza dell’insegnante Alessandra Celentano...
«Sono anni che cerchiamo di convincerla. Platinette la prende in giro dicendo che non sa ballare. Si scontrerà con Garrison: due filosofie della danza completamente opposte, la classica e la moderna».
Su cui allievi e professori si accapigliano di continuo. In che percentuale il successo di Amici è dovuto alle baruffe e in quale alle esibizioni artistiche?
«Gli attacchi personali, al contrario di quel che si dice, non aiutano affatto. Invece, le discussioni tra i ragazzi su chi è più bravo e su come, per esempio, bisogna impostare la voce funzionano moltissimo: direi il 30 per cento che però va ad amplificare il restante 70».
E allora perché aizzate gli allievi mostrando in puntata (con i video registrati) le cattiverie che si dicono durante la settimana?
«Assicuro che censuro molto, soprattutto sulle vicende personali. E poi non aizzo nessuno, non faccio altro che raccontare quello che succede nella scuola. È ovvio che, in una gara, si scateni una competizione, anche focosa, come accade nella vita. In ballo, poi, ci sono 300mila euro, tanti soldi per un ragazzo. Per esempio, la partecipazione così attiva dei professori è nata per caso: li vedevo parlottare tra di loro, alla fine gli ho dato il microfono. Con tutte queste discussioni, comunque, c’è stato un cambiamento importante negli spettatori: ora sanno distinguere tra un’esibizione e l’altra e non si fermano più solo alla superficie, al fattore estetico».
Pure Baudo quando cercava scuse per i bassi ascolti di Sanremo, ha fatto l’esempio di Amici come show che butta il Paese in m...
«Con lui ci siamo chiariti. Sono intervenuta su un giornale perché pensavo che lui avesse detto che dalla scuola non sono usciti talenti. Ci sono rimasta male e allora gli ho fatto presente che otto ballerini, tra cui uno dei protagonisti, che lavorano nel nuovo musical di Cocciante, Giulietta e Romeo, sono usciti dal mio show».
Polemiche o no, Amici piace tanto che forse si faranno due puntate in più: da nove a undici.
«Probabile, ma non è ancora deciso, solo se l’allungamento avrà un senso nell’evoluzione del programma».
A Baudo ha risposto: «se Sanremo fa qualche punto di share in meno che sarà mai?»... E se lo fa la De Filippi?
«Per me basta non andare sotto la media. Ci sono state flessioni nei miei show, allora ho riflettuto e cercato di cambiare. Comunque io non condurrei mai Sanremo, non riuscirei a sostenere quella devastante pressione psicologica».