Viabilità: segnali di rivolta a piazza dei Navigatori

Le strade della zona rischiano il collasso totale

Pietro Samperi*

Il Campidoglio ha dato grande risalto nei giorni scorsi alla demolizione di un edificio in via Alessandro Severo (a poca distanza da via Cristoforo Colombo), pericolante da decenni, a mio avviso non tanto perchè costruito su un terreno non idoneo, giacché i terreni di tutta la zona hanno caratteristiche simili, quanto perchè il progetto non aveva tenuto sufficientemente conto di quelle caratteristiche.
Alla presenza di tre assessori della sua giunta, il sindaco - con l’elmetto in testa - ha dichiarato «storica» quella giornata «perché si tratta del primo caso di demolizione e ricostruzione importante che si fa nella nostra città». Ma perché non si è fatto prima? A tanto siamo arrivati in questa città?
Segue la descrizione del progetto di riqualificazione della zona immediatamente circostante, con la realizzazione di alcune attrezzature.
Ma va ricordato che questo progetto è nato assieme a quello che trasformerà (negativamente) la vicina piazza dei Navigatori, con nuovi centocinquantamila metri cubi di uffici e commercio su un’area di proprietà comunale - non si è capito bene perché ora ceduta ad alcune imprese, ma questo sarebbe ancora il meno - che era già destinata a servizi pubblici, togliendo anche quei pochi già realizzati, con la chiusura al traffico della piazza, per sfruttarne meglio il verde per il relativo standard richiesto per i nuovi edifici.
Il traffico proveniente da via delle Sette Chiese e via Ardeatina (e viceversa) sarà costretto a invadere la viabilità locale del limitrofo quartiere, con le immaginabili gravi conseguenze di congestione e inquinamento.
I cittadini della zona sono da tempo in rivolta (per ora ancora composta) e i due Comitati di quartiere, dopo aver aperto negli anni scorsi una trattativa con il Comune e il municipio (per quanto quest’ultimo conti) al fine di limitare almeno i danni dell’operazione, ma non hanno più saputo nulla.
Vista la disponibilità del sindaco a intervenire personalmente in queste circostanze, perchè non onora di una visita anche piazza dei Navigatori, al fine di rendersi conto della situazione e ascoltare direttamente dai cittadini i motivi della loro protesta?
(*) Urbanista, docente universitario, presidente dell’Unione italiana tecnici cattolici