Viado brasiliano preso a botte dall’innamorato

«L’amore e la passione portano a litigare» ha spiegato il viado brasiliano, 24 anni di gracilità e fascino ambiguo, ai carabinieri esterrefatti che l’avevano soccorso dopo la gragnuola di colpi ricevuti dal fidanzato, un coetaneo - solo un po’ più scultoreo, quasi un’omaccione - della Spezia. E va be’ che i militari dell’Arma hanno fama, non usurpata, di scarsa malizia, ma da qui ad accontentarsi delle giustificazioni del trans carioca ce ne passa... Così i carabinieri hanno scavato a fondo nell’intimo dei rapporti fra i due innamorati, così innamorati da alimentare la passione con le sberle, i pugni e le testate. Ma il viado, nonostante i sette giorni di prognosi salvo complicazioni, ha insistito nella sua versione: «Lui mi vuol bene. Fin troppo. Ma è geloso. Denunciarlo? Per carità! Le botte sono una prova d’amore». I carabinieri si sono convinti: «È proprio così - ha sentenziato il maresciallo -. Non è come nelle coppie all’antica, che si scambiano baci e abbracci. L’amore vero è questo: botte da orbi. L’importante, se mai, è che le prenda l’altro».