Viados, proteste e promesse: il caso Sammartini in scena

Il «collegamento in diretta» è il momento più atteso. Al teatro dei salesiani di via Copernico va in onda il reality Sammartini 33. Pubblico delle grande occasioni giovedì sera, duecentoventi inquilini che «non ce la fanno più». Sequel della vicenda ambientata nel «palazzo dell’amore», là dove Federico Citarella, amministratore di condominio con poteri «speciali» contro prostituzione e spaccio, sta provando a cambiare scenografia. «Niente più mercimonio di corpi a tutte le ore, e pusher ad accogliere la gente all’ingresso. Vorremmo diventasse presto uno stabile civile, abitato da famiglie perbene e sede di corsi di formazione giovanile della Regione». Vallo a spiegare a quelli del quartiere, esasperati da anni di degrado, complice il lassismo di molti, amministratori e forze dell’ordine.
Occhi quindi puntati sul maxischermo, con buona pace della privacy, inusuale diversivo per un’assemblea di condominio. Ed ecco il viado brasiliano accompagnare il primo cliente della serata su per le scale deserte e poi chiudere a chiave la porta dell’appartamento. Usciranno dopo quindici minuti quindici, con precisione poco sudamericana. Tutto merito delle sei telecamere installate sul portone del civico 33 e nei corridoi, costate la modica cifra di settemila euro. «Ma quando si tratta di vivere sicuri non bisogna badare a spese, pensiamo ai nostri figli», dicono le signore della terza fila. Punto di contatto per quasi tutti i comitati presenti. «Sì, noi siamo privati cittadini, ma il Comune cosa fa?». Giusto la domanda che il vicesindaco Riccardo De Corato s’aspettava, per questo «ho sentito il dovere di esserci». La risposta: «Da gennaio abbiamo varato una nuova linea di fermezza e legalità, portando attorno alla stazione Centrale più pulizia e più polizia. Dieci agenti di polizia e carabinieri - precisa De Corato -, più altri otto vigili a presidio delle strade, un Security point fisso. E aggiungete 78 telecamere di ultima generazione, 11 colonnine sos». Quanto a via Sammartini, «impugneremo dinanzi al Consiglio di Stato l’ordinanza del Tar che impedisce la chiusura anticipata dei locali poco “limpidi”». «Verificheremo l’impegno giorno dopo giorno», avverte Citarella.
Intanto arriva la notizia di cinque arresti in solo 4 ore, messi a segno in zona dalla polizia locale. Quattro clandestini nordafricani (uno già ricercato) e un romeno con mandato di cattura internazionale.