Viaggi, il mondo in vetrina alla Bit Milano promossa dagli stranieri

Da sabato a martedì torna la Borsa internazionale del turismo

Alberto Taliani

Milano città europea, Milano città sempre più internazionale. Sembra quasi un luogo comune ma, se si parla di turismo, questa è la realtà. Per due motivi che si intrecciano strettamente. Da sabato 18 a martedì 21 infatti, Fieramilanocity diventa il grande palcoscenico del turismo mondiale e di quello italiano in occasione della Borsa Internazionale del Turismo che verrà inaugurata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal ministro delle Attività produttive Claudio Scajola, presenti anche il governatore lombardo Roberto Formigoni, il sindaco Gabriele Albertini e il neo presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli. «Il turismo come fattore di sviluppo dell’economia italiana» sarà il tema del convegno di apertura. Tema di attualità dopo una stagione 2005 non facile per il turismo italiano, soprattutto sul fronte degli stranieri.
E se il mondo dei viaggi e delle vacanze si mette in mostra in Fiera, dalla Bit arriva anche una importante promozione per Milano. Che emerge dai risultati di un anno di monitoraggio della stampa estera condotto da BitLab, Osservatorio permanente sull’immagine all’estero del turismo italiano, voluto da ExpoCts e sviluppato dall’agenzia Klaus Davi & Co e da Nathan il Saggio. Non solo moda, design e shopping, ma anche arte e benessere: è questo il nuovo volto di una metropoli che all’estero è giudicata in «continuo movimento», proiettata nel futuro. Da gennaio a dicembre 2005 su 26 quotidiani di Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Svizzera e Stati Uniti, ben 64 articoli sono stati dedicati a Milano. Testate prestigiose, come ad esempio Le Monde, Die Welt, El Pais, New York Times, Le Figaro, Wall Street Journal che hanno mandato i loro inviati a raccontare il cambiamento. Se si parla di «city marketing», ad esempio, la stampa estera promuove il rinnovamento su modello europeo, attraverso le grandi opere d’architettura. L’International Herald Tribune esalta la bellezza del nuovo polo fieristico mentre The Wall Street Journal scommette sul valore artistico del progetto della Città della Moda di Garibaldi-Repubblica, firmato da Cesar Pelli. Poi ci sono arte e cultura, itinerari «segreti» sparsi in città, scrive il Financial Times, l’eccellenza della Pinacoteca di Brera riconosciuta dallo spagnolo La Vanguardia, mentre El Pais suggerisce ai turisti piazza Duomo, il Quadrilatero e, anche se «ci sono troppe cose da fare», la visita del Castello e della Pinacoteca Ambrosiana con il rammarico di «non aver potuto vedere il Cenacolo di Leonardo». Troppi visitatori. E per Le Figaro? Arte, certo, ma anche piacevole frenesia fra shopping e beauty farm, sempre più numerose e sofisticate. Tutto bene? Sì, per aeroporti e rete ferroviaria internazionale. No, per i taxi: «introvabili». E ora si spera nella ripresa, dopo il calo di turisti stranieri del 2005 (-5%), compensato dal fatto che è allungata la durata dei soggiorni, come rileva l’Osservatorio di Camera di Commercio, Unione del Commercio e Promoter.
Milano piace e piace la Bit, che quest’anno conta, nei padiglioni del Portello, ben 5000 espositori italiani e stranieri, per una fiera ricchissima di novità e proposte per le vacanze con 120 Paesi rappresentati nella sezione «The World». Importante anche la presenza delle Regioni (Lombardia in testa) e dei tour operator italiani. «Il turismo - dice Adalberto Corsi, presidente di Expocts - è la più importante industria al mondo per fatturato, occupati, prospettive di sviluppo. Bit ha scelto una strategia della qualità perché il turismo svolge un ruolo decisivo anche nello sviluppo etico dell’economia. E sulla “globalizzazione condivisa” si giocheranno carte importanti di crescita per un settore che da sempre è globale, interessato a rapporti internazionali stabili e fondamentale per l’economia italiana». «Una fiera deve essere un momento irrinunciabile di business per la propria industria di riferimento - spiega Carlo Bassi, ad di Expocts - ma anche occasione per fare cultura di settore. Solo facendo sistema gli operatori possono vincere le sfide dell'internazionalizzazione dell’economia».