Viaggi in treno a peso d’oro

Spostarsi in treno oggi, è ormai risaputo, è un’avventura irta di pericoli e imprevisti, tanto che la produzione della «Talpa» di Italia 1 potrebbe meditare a un viaggio sulle carrozze gestite da Trenitalia come ultima prova di coraggio per i suoi concorrenti. Tra zecche, cimici e deragliamenti, gli ormai cronici ritardi sono ormai bazzecole, visto che, allo stato attuale, perdere una coincidenza è ormai il minimo che possa capitare. Il tentativo di linciaggio del capotreno sull’espresso Milano-Genova, ancora fermo sul binario 19 della Stazione Centrale alle 18.30, da parte di un gruppo di pendolari esasperati da mesi di ritardi cronici, avvenuto non troppo tempo fa, la dice lunga sulla qualità dei servizi offerti dal trasporto pubblico.
Il dottor Sandro Calabrò, affezionato lettore del Giornale, era uno dei pochi che non avrebbe avuto nulla da ridire sul funzionamento dei treni. Aveva infatti appena raggiunto la stazione di Savona quando un intercity per Genova, si trovava già fermo sul binario pronto a ripartire. Mancava quindi il tempo per recarsi alla biglietteria a pagare il supplemento intercity (2,27 Euro) con cui integrare il biglietto di corsa ordinaria (3 Euro), ma ricordandosi che, in questi casi, se appena saliti sul convoglio si rintraccia tempestivamente il capotreno per provvedere a pagare a lui la differenza, si evita la multa, decideva di non perdere la corsa e agire in questo modo. Senonché il capotreno a cui si autodenuncia, immediatamente reperito, emette inflessibile la fattura: 2,27 euro di supplemento e 8 euro di sovratassa per un totale di 10 euro, che sommati ai 3 euro del biglietto ordinario arrivano a 13 euro per un viaggio in treno, in seconda classe, sulla tratta Savona-Genova. Una sovratassa di 10 euro su un biglietto da 3 euro pare quantomeno spropositata «Se poi il servizio prevedesse spumante e gamberetti -scherza Calabrò- potrei capire, ma per viaggiare con pulci e borseggiatori, in scompartimenti sporchi, fatiscenti e sovraffollati, mi sembra un autentico furto». Ma al dottor Calabrò le cose non vanno meglio quando si sposta in macchina, visto il can can di avvocati e testimoni falsi in cui si trova coinvolto dopo un piccolo incidente con un’altra vettura a Mura dello Zerbino a Castelletto.