Un viaggio in Argentina per capire Tenco

Carlo Lucarelli firma un’insolita pièce che prende spunto dai tanti dubbi rimasti irrisolti con il suicidio del cantautore

A dispetto di quanto un autore come Carlo Lucarelli lascerebbe presupporre, Tenco a tempo di tango - ora in scena al Parioli per la regia di Gigi Dall’Aglio - non è un giallo; né intende esserlo. È, semmai, un’ipotesi, un teorema sulla vita, la morte, il carattere del celebre cantautore evocato nel titolo, ma soprattutto sugli insondabili recessi del «cuore umano» (come recita l’incipit stesso del lavoro). Il tutto declinato a furia di bella musica e di un’esecuzione dal vivo - un mix di melodie «tanghere» e brani italiani suggellati da una bella versione di Vedrai vedrai - che rivela la portentosa grinta espressiva di Mascia Foschi, alla quale si affianca un Adolfo Margiotta davvero bravo nel restituire la fragilità, la benevolenza, l’ingenuo provincialismo di un poliziotto buffo e maldestro che mal sopporta la rigida ufficialità del suo ruolo. La storia descritta da Lucarelli - assai esile se confrontata con la partitura musicale della pièce - prende a pretesto le indagini che questo pubblico ufficiale di Sanremo viene mandato a svolgere in Argentina intorno al misterioso soggiorno avuto qui da Tenco due anni prima di morire, e le pone a sfumata cornice di un susseguirsi di brani canori coinvolgenti e sensuali (la scaletta prevede titoli quali Ciao amore ciao, Ho capito che ti amo, In qualche parte del mondo, Lontano lontano). Mentre le note scivolano via, l’incontro tra il tenero brigadiere Faina e la bella Angela (virtuosa cantante di un locale di Buenos Aires) dà corpo a un prevedibile innamoramento e dunque, su un piano simbolico, a quell’estremo bisogno di amore che il musicista suicidatosi nel ’67 esprime in tutta la sua produzione. Il risultato non potrebbe che essere una scatola cinese di rimandi e ricordi nel complesso godibile, anche perché capace di smuovere una piacevole nostalgia nel pubblico: assorto a canticchiare note celebri e - ancor più - a godersi la passionale energia da cui scaturiscono. Con qual tanto di erotismo, alluso e intrigante, che le atmosfere sudamericane di questo melodioso «giallo dell’anima» necessariamente pretendono.