In viaggio con la casa dietro Lo stile di vita chiamato camper

Le vacanze da passare «on the road» con la famiglia sempre più diffuse anche in Italia. Esperienze e racconti

Manila Alfano

In Italia tutto è cominciato più o meno alla fine degli anni '50, quando all'Arca ebbero l'idea di togliere chassis e ruote a una roulotte e di caricarla sul cassone del veicolo commerciale. In Europa c'era già stato qualche esperimento simile e con la stessa «tecnica». Nessuno però si sarebbe aspettato che quello strano ibrido avrebbe avuto così tanto successo. Eppure l'autocaravan è diventato il sogno di tutti i vacanzieri che non amano la sedentarietà, che vedono nella vacanza un'opportunità per girare il mondo e stare a contatto con la natura. E anche senza arrivare all’eccesso dell’attore Sean Penn che ha lasciato la villa per vivere in camper, anche gli italiani nel loro piccolo si stanno appassionando.
Caricare tutto sul camper, viveri e provviste e poi partire, con la cartina sul cruscotto che segna la bussola di ogni nuova avventura, dormire dove si vuole, senza il bisogno di prenotare, niente viaggi last minute. Niente di niente, solo la volontà di scegliere la meta e via. Ogni viaggio un posto diverso, in compagnia di tutta la famiglia, approfittando di ogni buona occasione per muoversi. Il camper è una specie di estensione, dove anche i ruoli dei componenti della famiglia continuano a vivere imperturbati, in cui lei si occupa dell'arredo della «casa» e lui del motore e delle cose tecniche, dove lei, la maggior parte delle volte, fa da secondo pilota e lui macina chilometri su chilometri. «Le donne preferiscono i camper che siano il più possibile delle case e gli uomini preferiscono i camper che siano il più possibile delle auto, perché loro guidano e noi facciamo tutto il resto» - racconta Isabella, camperista -. Quando arrivati alla meta invito dolcemente il mio consorte a fare la sua parte, ad aiutarmi a cucinare e a sistemare le provviste, lui puntualmente mi risponde: ma io ho guidato».
E un volta su, dove si va in vacanza? Se il mare è in assoluto il posto più amato dagli italiani, il camperista più di ogni altro preferisce raggiungere un territorio per poi girarlo in lungo e in largo, cogliendone tutte le attrattive ed è più propenso verso i luoghi di montagna e i borghi storici. Il quadro che emerge è chiaro: secondo i sondaggi chi fa le vacanze in camper risulta un vacanziere attivo, generalmente passa un periodo di vacanza nettamente più lungo di quello vissuto dai tradizionali turisti (nella fascia che va da tre settimane a un mese di riposo, normalmente si dedicano alla vacanza 19 giorni, ma i camperisti arrivano a 26). «Un classico di ogni estate e quello che mi vede proporre: e se il prossimo anno andassimo... ? Mio marito alza gli occhi al cielo e sbotta: non sono ancora finite le ferie e tu pensi già al prossimo anno?», racconta Nicoletta Bacci, una camperista che raccoglie le sue esperienze su un blog.
Si è scoperto anche che chi si sposta in camper fa vacanze più frequenti; è generalmente più disponibile al cambiamento e all'innovazione, rispettoso della natura e al suo strumento di libertà. «Si può dire che le mie bambine sono nate sul camper - continua Nicoletta -. Bianca il suo primo viaggio l'ha fatto quando aveva solo tre mesi. Ogni estate insieme a mare e montagna si subiscono visite a città d'arte e persino musei: se sono delle bimbe curiose, se si interessano a tutto, se si adattano a cucine esotiche, se guardano ad abitudini e usanze diverse con simpatia e non con paura, credo che sia proprio merito del camper».
Ai camperisti piace fuggire dalle regole, quindi, fermo restando che diventano parte integrante del complesso ingranaggio del turismo industriale. E già, perché il primo passo per poter essere «liberi» è quello di comprare un camper. Solo nel 2005, in Italia, ne sono stati immatricolati 14.800, con un incremento pari al 5,4 rispetto al 2004. Un numero impressionante considerando che i prezzi vanno da 25mila euro in su e che è facile spenderne almeno il doppio per un veicolo di buona qualità e ben accessoriato. «Resta comunque il fatto - spiga Maurizio Caldera, che da anni si occupa del settore - che il primo approccio con il mondo dei camper passa prima per il mondo dell'usato per arrivare man mano a comprare, negli anni, un camper nuovo di zecca. Avere un camper significa spesso una lunga tradizione, una filosofia di vita che si porta avanti nel tempo. Negli ultimi tempi poi sta aumentando il noleggio. Con solo 350 euro si può affittare un camper per il fine settimana e per la famiglia».
E non è un caso che Mondonatura, il salone nazionale che si tiene ogni anno a Rimini nel mese di settembre continui a fare numeri da record. Solo nella passata edizione ci sono stati 110mila visitatori. Il settore è ricchissimo di novità e non mancano follie da milionari. Ci sono i motorhome con ascensore, quelli con piscina e palestra. Grazie alle moderne tecnologie poi il camper può essere usato anche dai disabili. La General Motors poi ha lanciato il Gmc Pad, un vero e proprio loft adatto a viaggiare su strada. La carrozzeria è snodata al centro e quando si parcheggia la struttura si allarga. Quale casa in mattoni arriva a tanto?