Viaggio tra i problemi del quartiere centro: alle Colonne di San Lorenzo fracasso e rifiuti, sui marciapiedi motorini parcheggiati ovunque e scarabocchi sui monumenti Il salotto di Milano tra scippi, cocci e graffiti Il Duomo invaso da venditori abusivi e

I vigili non bastano per controllare le strade

Gianandrea Zagato

Il marchio di Milano è piazza Duomo. Immagine dominante per il settanta e passa per cento di italiani. Per i milanesi, piazza Duomo, però non è più un biglietto da visita da presentare con orgoglio: troppa sporcizia, degrado e abusivi. Mix che uccide la piazza e fa sembrare Milano un’altra città, quella dove la gente s’arrangia come può, si fa gli affari propri e, perché no, gira la testa dall’altra parte.
Esagerazione? «No, fotografia del cuore di Milano» ammettono i camerieri del Salotto mentre sono «al lavoro» i venditori di chincaglieria cinese e, in Galleria, a nemmeno cinque metri dalle vetrine delle grandi firme c’è quel maghrebino che vende borsette delle grandi firme ovviamente false. «Rispetto al passato c’è stato un “repulisti”, ogni sessanta minuti passano e ripassano ronde di carabinieri, poliziotti e ghisa, ma quelli là rispuntano appena le pattuglie girano l’angolo» osservano gli associati di AscoDuomo. Che stanno raccogliendo una petizione per il nuovo sindaco: «Chiederemo a Letizia Moratti di proseguire il lavoro sin qui fatto dall’amministrazione Albertini perché piazza Duomo ritorni ad essere il salotto di Milano».
Sollecitazione accompagnata da ritagli stampa e da fotografie che raccontano di venditori abusivi di alcool, truffe ai turisti - un centinaio all’anno tra borseggi e scippi - e bivacchi di extracomunitari sulle gradinate del Duomo: sì, una piaga con tanto di saltimbanchi che affollano i portici di corso Vittorio Emanuele per spostarsi di sera nei pressi delle colonne di San Lorenzo ovvero in quell’altro fronte della zona uno dove si reclama nottate senza più tappi nelle orecchie. «Le misure di controllo restano insufficienti contro fracassoni e spacciatori di “fumo” anche se è positivo che la gente esca di sera perché dà maggior sicurezza alla città» scrivono quelli del comitato di quartiere al prefetto Gian Valerio Lombardi. Leit motiv che si replica per l’amministrazione comunale e la Questura, col timore «dell’estate e dalla voglia di far festa della Milano by night». Quello che si chiede è presto detto: impedire che ogni angolo si trasformi in orinatoio, che i cocci delle bottiglie lastrichino le strade e che i vigili non si girino più dall’altra parte.
Problemino non da poco condiviso pure dai gestori dei locali che tutti, nessuno escluso, avevano aderito all’iniziativa «San Lorenzo, la notte ha un sapore diverso» lanciata dall’ex assessore al Commercio, Roberto Predolin, insieme al collega alla Sicurezza, Guido Manca: «Certe situazioni non si sono più riproposte, ora va certamente meglio ma tra migliaia e migliaia di ragazzi ci sono sempre quelli un po’ così che rovinano tutto» ammette un residente al civico 16. Annotazione di chi non smette però di protestare per quei motorini parcheggiati lungo i marciapiedi, pure davanti ai portoni d’ingresso. Abitudine che costringe allo slalom persino lungo via Torino e in piazzetta Sant’Alessandro, alle spalle di piazza Missori: «Una petizione non è bastata per smuovere i ghisa, per far sloggiare chi impedisce ai residenti di poter tranquillamente circolare».
Richiesta che, attenzione, non è firmata dai famosi «benpensanti» - opposti sempre e comunque ad ogni slancio di ribellione giovanilista - bensì da un gruppo di mamme under trenta munite di carrozzine, che vorrebbero il rispetto delle regole della convivenza civile. Desiderata che non dovrebbe essere impossibile conciliare con le esigenze di chi usa le due ruote per muoversi nel caos della zona uno, dove sotto la Madonnina c’è pure un altro problema: i graffiti sui monumenti, un vero sfregio alla città.