Un viaggio in un mondo d’ombre: torna la favola dell’avaro Scrooge

Non appena si avvicinano le festività natalizie, fa capolino nei cartelloni teatrali di molte città della Penisola quel «Canto di Natale» di Charles Dickens che rappresenta a tutt’oggi uno dei racconti più istruttivi, poetici e affascinanti della letteratura per ragazzi. Non è un caso che lo si studi anche a scuola e che proprio le scuole affollino le platee per gustarne ora questa ora quella lettura scenica. Adesso tocca a due marchi doc quali Il Teatro delle Briciole di Parma e Il Teatro Gioco Vita di Piacenza - istituzioni impegnate da anni nell’elaborazione di pregevoli progetti artistici finalizzati ai bambini e ai ragazzi - presentre al Valle, da questa sera, il loro già acclamato «Scrooge». Ballata per attori e ombre ispirata proprio all’opera dickensiana, la pièce incuriosisce perché osa un linguaggio espressivo ibrido: una miscela di teatro delle ombre (corporee e di sagome), di salda tradizione attoriale e di codici propri del musical o dell’opera. Una nuova dimensione creativa, dunque, scaturita dalle diverse sapienze ed estetiche dei due gruppi artefici (firmano la drammaturgia Fabrizio Montecchi, Alessandro Nidi e Bruno Stori) e filtrata dalla sensibilità di quattro performers che, cimentandosi nel complesso ruolo di cantanti, attori e animatori d’ombre, danno vita alla paradigmatica vicenda di mister Scrooge, avaro senza cuore che, a seguito di una serie di viaggi/visioni nel passato e nel futuro disseminati proprio lungo la notte di Natale, diventerà magnanimo e generoso. Quanto si preannuncia sembra, in definitiva, avere un sapore esotico e insieme familiare, onirico e insieme palpabile: «Gli attori testimoniano del qui e ora della storia, della sua profonda umanità e attualità; le ombre ci conducono, come lo stesso Dickens immaginava, nei tortuosi e misteriosi viaggi di Scrooge nel tempo e nello spazio: veri e propri viaggi in mondi d’ombre». Il tutto capeggiato dalla presenza costante della musica e mosso dall'intenzione di coinvolgere emotivamente piccoli e grandi. Un lavoro insomma «popolare», adatto alle famiglie che vogliano divertirsi in modo intelligente. Non va trascurato il fatto che - oltre alle matinée per studenti - gli orari permettono di andare al Valle con mamma e papà, e di rinsaldare quel legame affettivo che grazie al teatro può trasformarsi in un nuovo momento di confronto e di crescita.
Repliche fino al 6 gennaio. Info: 06/68803794.