Viaggio nei misteri di Vallefredda

Una storia ambientata in un paese dell'entroterra, Vallefredda. Borgo immaginario al confine tra le province di Genova, La Spezia e l'Emilia Romagna, ma che potrebbe essere uno qualunque delle decine sparsi tra il Golfo Tigullio e l'Appennino Ligure.
«Tutto parte dal fatto che sono ligure e mi piace ambientare le storie in Liguria - spiega Danilo Briasco, nato a Genova nel 1978, autore del libro, che vive e lavora nel Tigullio - Mi ha sempre affascinato la tradizione locale, soprattutto la realtà dell'entroterra. Oggi quando si parla di Liguria, si pensa subito al mare, alla costa e alle spiagge mentre la Liguria, fondamentalmente, è, a mio avviso, l'entroterra, con la gente dei paesi. Io ho sempre frequentato piccole realtà. Scrivo da una ventina d'anni e desideravo ambientare qualcosa in questi contesti che mi sono vicini». Protagonista è il Maresciallo Alfredo Arvoix, comandante della stazione dei Carabinieri di Vallefredda. «Ma potrebbe essere ciascuno di noi» precisa l'autore, che è alla sua prima pubblicazione. La storia, che coinvolge venti personaggi sapientemente distribuiti in 245 pagine vivaci, prende il via con un improvviso temporale di fine estate, il due settembre 1973: la quiete del tranquillo paesello, rilassante e addormentato nel verde, dove nel tempo libero ci si alterna tra buona cucina e chiacchierate al bar svanisce proprio con un banale fenomeno meteorologico: un semplicissimo acquazzone, peraltro tipico delle zone collinari e di quella stagione.
Il giorno dopo il maestro elementare, uscito per andare a caccia, viene trovato cadavere. Colpa dell'acquazzone? Anche, ma la sua morte non è certo un incidente…
Questo è solo l'inizio di una serie di avvenimenti che si succederanno di fronte agli occhi del Maresciallo Arvoix, che si troverà a fare i conti con le storie e le ombre di un paese di campagna fino ad allora tranquillo…
Un giallo in piena regola all'interno del quale il protagonista scopre l'amore per la divisa che porta e per il lavoro che ha scelto. Le scene della vita quotidiana di quel tempo - la storia è ambientata, lo ricordiamo, negli anni '70 - e gli oggetti che ne facevano parte, per esempio automobili e autocarri, sino ai mangianastri (i registratori portatili a batteria, che servivano per ascoltare le musicassette) sono descritti con grande precisione. Mettersi sulle tracce della Fata di Vallefredda vuol dire scoprire l'altro volto della Liguria? È un quesito che accompagna il lettore dalla prima sino all'ultima pagina…
«La fata di Vallefredda», di Danilo Briasco, Gammarò Editore, 245 pagine, 16 euro.