Viaggio nei privilegi delle pensioni liguri

(...) parlamentare. In modo, ribadisco, assolutamente legittimo e come corrispettivo di lavoro reale e non fittizio, a differenza di altri protagonisti del nostro viaggio nelle pensioni.
Però, per l’appunto, visto che siamo arrivati subito a Scajola, diciamo anche forte e chiara un’altra cosa sull’ex ministro. E ci tengo a dirla io che, spesso e volentieri ho incrociato le lame dialettiche con il leader ligure del Pdl, non lesinandogli critiche quando pensavo andasse criticato, anche quando non era di moda, anche quando tanti giornalisti facevano a gara a dirgli quanto era alto, muscoloso e modesto. Proprio per questo, ci ho tenuto a difenderlo quando quelli che gli dicevano queste cose l’hanno mollato, spesso infierendo. E ci ho tenuto a dire e a scrivere che, con tutti i suoi difetti (lui, magari, non lo sa e non glielo dicono, ma ne ha), ha avuto la grandezza assoluta di dimettersi due volte in un mondo in cui non si dimette mai nessuno e, soprattutto, è il ministro che più di tutti ha dato alla Liguria. E della sua assenza ce ne accorgiamo ora. Anzi, dirò di più: proprio ieri un amico mi diceva di come, persino dietro le quinte, Scajola lavori a favore delle imprese di Stato a Genova e in Liguria per cui può fare qualcosa. Motivo in più per rallegrarsi della chiusura delle indagini di Perugia, da cui Scajola è uscito come vittima di un processo mediatico. Non reale. E ora merita che gli sia reso l’onore.
Chiusa parentesi. Torniamo alle pensioni. Il nostro viaggio attraverso il mostro pensionistico ligure è, di fatto, un lavoro da sanguisughe nei confronti di Sanguisughe- Le pensioni d’oro che ci prosciugano le tasche, il nuovo libro del nostro 1) amico, 2) ex direttore e 3) editorialista di punta Mario Giordano, che sta andando benissimo in libreria. Fidatevi: i 18 euro e 50 centesimi dati a Mondadori sono quelli che spenderete meglio in assoluto. Certo, la lettura fa venire un po’ di mal di fegato, ma ne vale la pena: Giordano, fra l’altro, sarà a Genova il 23 maggio all’hotel Bristol di via Venti Settembre, invitato dall’associazione l’Oblò di Massimo Nicolò e Matteo Rosso.
Per prepararvi all’incontro, seguiteci in una serie di articoli di avvicinamento, dove vi racconteremo le pensioni e i privilegi d’oro liguri e dei dintorni, assegno per assegno. Dall’autista a vita dell’ex giudice costituzionale Fernanda Contri alla superpensione di 13mila euro e rotti dell’ex magistrato Mario Sossi, a quella della baby pensionata 32 enne, alle finte invalidità del cieco che guidava la Vespa, fino ai 4500 euro per i consiglieri regionali liguri, liquidati già a 55 anni.
Partiamo nel nostro viaggio con una bella notizia: bella nel senso letterale della parola. La corona di «Miss Italia a riposo», come la definisce Giordano, spetta a Rosanna D. dipendente 33enne dell’Università di Genova, che commentò la sua baby pensione passandosi le mani fra i capelli freschi di parrucchiere: «E ora voglio aprire una boutique». Ma, grazie alla legge Rumor, ci fu chi fece anche meglio: se non dal punto di vista dell’avvenenza, su cui Rosanna non aveva rivali, da quello anagrafico: Anna C., anche lei dipendente pubblica di Genova, diede l’addio al lavoro a 32 anni. Età in cui diede contestualmente il benvenuto alla pensione.
Ma questa non è solo una storia di bidelle, ma pure di ministri e banchieri o banchieri ministri. A domani.
(1-continua)