Viaggio nella «scienza fantastica» di Verne

Esposti fino al 30 settembre i volumi più belli come «Il giro del mondo in 80 giorni»

Francesca Amé

Scienza e fantasia. C'è stato un tempo in cui questi due termini non erano in contrapposizione ma condividevano - per la felicità dei lettori - le righe delle tante pagine siglate da Jules Verne. E proprio «La scienza fantastica» s'intitola l'omaggio che la Biblioteca Sormani ha voluto conferire al cantore del progresso tecnologico, all'affabulatore di mondi sotto il mare e lassù nel cielo, a quello cui comunemente ci si riferisce quando si pensa al padre della narrazione scientifica.
Nel centenario della morte di Verne, sovente ritratto nelle caricature come un signore scapigliato con la barba incolta e un globo in mano, Milano si presta a una sorta di dotta caccia al tesoro tra libri e ambientazioni che lo scrittore ha intessuto nella sua ampia attività. Per l'occasione la Sormani, in collaborazione con la casa editrice Mursia, che pubblica in Italia la serie dei «Viaggi straordinari» con le illustrazioni dell'epoca, mette in mostra un'esposizione bibliografica suddivisa nei quattro elementi naturali che sono stati scenario delle avventure di Jules Verne. Nell'atrio della biblioteca acqua, terra, aria e fuoco ospitano, rispettivamente, le edizioni di «Ventimila leghe sotto i mari», «Il giro del mondo in ottanta giorni», «Robur il conquistatore» e «Viaggio al centro della terra», i titoli più letti e conosciuti di Verne (sino al 30 settembre, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19.30).
In vetrina, oltre alle edizioni più belle delle opere, anche le immagini con le descrizioni di macchine fantastiche, paesaggi descritti dalla penna fantasiosa di Verne e un gran numero di mappe che permettono al visitatore di ricostruire con precisione i percorsi avventurosi messi sulla carta dallo scrittore. «Tutto quel che invento, tutto quel che immagino resterà sempre al di sotto delle verità - scrive fiducioso Verne in una sua lettera - perché verrà un momento in cui le creazioni della scienza oltrepasseranno quelle dell'immaginazione». L'inventore del mitico capitano Nemo dell'«Isola misteriosa» così come del gentiluomo inglese Phileas Fogg che fece il giro del mondo riuscì in realtà a viaggiare solo nella maturità: raggiunse la Scandinavia e l'America con uno yacht acquistato grazie ai proventi delle sue pubblicazioni ma poi si votò a un volontario isolamento, senza tuttavia mai perdere la vena della narrazione che lo accompagnò sino alla morte, avvenuta nel 1905.
Milano ora celebra il suo genio con una mostra itinerante che oltre all'esposizione libraria alla Sormani prevede, pensando soprattutto ai più piccoli, un percorso ad hoc al museo civico di Storia Naturale. Qui si possono osservare da vicino i reperti mineralogici, esemplari di animali e ricostruzioni di ambienti naturali (come la giungla) che ispirarono la fantasia di Verne. L'ultima tappa del percorso verniano all'ombra della Madonnina passa per il museo nazionale della Scienza e della Tecnologia dove sono esposti cimeli della tecnica ai tempi di Verne.