Viaggio nella vita di una donna speciale

Non è sola sul palcoscenico, ma è sola nel raccontarsi senza remore: Mariangela Melato ci ha preso gusto, e soprattutto lo ha preso il pubblico che continua a chiedere alla grande attrice milanese le repliche di «Sola me ne vo», un’avventura teatrale cominciata tre stagioni fa eppure ancora stimolante e «catartica» per la sua protagonista. Un «one woman show» quello pronto a tornare al Teatro Smeraldo da stasera fino al 16 novembre, corredato di costumi, numeri di danza, monologhi, racconti reali e inventati, citazioni di Bertolt Brecht, William Shakespeare e Tennesse Williams, ammissioni, ottimismi e pessimismi assortiti. Per due ore sul palcoscenico, Mariangela Melato porta con sé una buona dose di autoironia e di malinconia, facendo riemergere memorie di luoghi (ad esempio, la Milano degli anni ’60, quella dei ritrovi al Bar Jamaica e dei primi passi nel teatro, della famiglia non benestante con madre sarta e padre vigile urbano) e persone che hanno segnato la sua vita, dai genitori ai colleghi di lavoro e compagni, di vita e d’arte. Sulle musiche composte e orchestrate da Leonardo De Amicis, con la regia di Giampiero Solari e le coreografie di Luca Tomassini, «Sola me ne vo» è un viaggio nella vita di una donna speciale che - comunque, e a prescindere dal proprio straordinario talento - non ha potuto esimersi dalla dura e necessaria fatica del vivere. Donna prima di tutto, quindi. Tra le scelte più dure, per l’appunto, quella della solitudine, della quale scherzare quando la signora invoca le caratteristiche dell’uomo adatto a lei: «Intelligente, intellettuale, incensurato e pure belloccio, perché nessuno vuole gli scorfani». La verità dunque scorre sul palcoscenico, condita però di invenzioni e favole che spiazzano lo spettatore e, com’è giusto, gli restituiscono molto del personaggio Melato, ma non tutto. La «missione» di «Sola me ne vo» forse emerge efficacemente nella descrizione che ne fa il regista Giampiero Solari: «Lo spettacolo rappresenta una delle tante facce del gioco della finzione; è solo un teatro con codici diversi, apparentemente più diretti e vicini, in cui il personaggio protagonista è semplicemente Mariangela Melato. Una donna sola per scelta, con il suo modo originale di affrontare il mondo, in questo caso cantandoci e ballandoci sopra. Sola, ma allo stesso tempo assieme a tutti noi. Uno degli obiettivi di questa sfida è che alla fine gli spettatori, oltre ad essersi divertiti, possano dire di essere stati dalla Melato».
«Sola me ne vo»
Teatro Smeraldo
Ore 20.45 (domenica ore 18)
da oggi al 16 movembre