Un viaggio di nozze finito in tragedia

Cresce il pessimismo e diminuisce sempre di più la speranza delle famiglie di Stefano Fragione e Fabiola Napoli, i giovani sposi (lui 33 anni e lei 30) dispersi in mare da venerdì sera. I due erano a bordo del velivolo precipitato in mare, un bimotore della compagnia Transaven, decollato da Caracas venerdì scorso e diretto all’isola di Gran Roques, con a bordo otto italiani. Stefano e Fabiola si erano sposati una settimana fa, il 29 dicembre scorso, ad Albano Laziale, dove, in via fratelli Cervi, vive la famiglia Napoli. «È stato un matrimonio bellissimo - racconta Debora, la sorella maggiore della sposa. Stefano e Fabiola si sono conosciuti da ragazzini, si sono innamorati e non si sono più lasciati. Io e mio marito abbiamo fatto da testimoni di nozze. Eravamo unitissimi, amici oltre che parenti e quello che stiamo vivendo ora è un incubo». Dopo la cerimonia, i due sposini sono rimasti qualche giorno a casa per salutare tutti e prepararsi per il viaggio. Tre giorni fa, poi, la partenza per il viaggio che loro definivano «il nostro sogno». Primo scalo New York, il secondo a Caracas e da lì, il volo per l’arcipelago di Los Roques, dove però non sono mai arrivati.
La Farnesina, per tutta la giornata di ieri è rimasta in contatto con le due famiglie, spiegando che «le ricerche sono andate avanti per tutta la notte di venerdì», senza però portare a nessun esito. Inoltre, «le condizioni meteo non aiutano le ricerche», c’è infatti un forte vento e piove da ieri mattina. «Naturalmente noi continuiamo a pregare che tornino a casa - aggiunge tra le lacrime Debora - ma più passa il tempo e più le nostre speranze diminuiscono».
A dare la notizia a casa Fragione sono stati i carabinieri: venerdì sera intorno alle 22, i militari dell’Arma sono andati in via Marcello Provenzale, nel quartiere di Torrevecchia, dove Stefano abitava con la mamma, Dina Galli, vedova e senza altri figli. Per tutta la giornata di ieri, nelle case delle due famiglie colpite dalla tragedia, c’è stato un via vai di parenti e amici per testimoniare vicinanza e affetto. Tra gli amici di Stefano, c’è Antonello, un vicino di casa che conosce la famiglia Frangione da diciotto anni e che ricorda l’amico come «un ragazzo splendido, uno che pensa prima agli altri e poi a se stesso». Parla di Stefano usando il presente, «perché - dice - lui e Fabiola sono ancora dispersi e non voglio pensare ad altro». Inoltre, aggiunge: «È un grande tifoso della Roma». Alle famiglie dei due giovani sposi sono arrivati anche numerosi messaggi di solidarietà dalle istituzioni capitoline: a cominciare da Walter Veltroni, il quale ha seguito l’evolversi della situazione per tutta la giornata. Il sindaco prima ha manifestato «vicinanza e solidarietà a nome di tutta la città alle famiglie coinvolte» e poi, in serata, ha chiesto al presidente del diciannovesimo municipio di recarsi in visita alla famiglia di Stefano Fragione. Alle parole del sindaco si associa anche il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo: «In queste terribili ore di attesa ci stringiamo attorno ai familiari e agli amici di Stefano e Fabiola. A loro rivolgiamo il caloroso abbraccio dell’intera comunità della Regione Lazio». Stesso messaggio anche dal presidente della Provincia, Enrico Gasbarra. E in serata, la famiglia di Fabiola, attraverso Don Gianni, il parroco che ha celebrato il matrimonio, chiede «riservatezza, comprensione e rispetto per il loro dolore».