Viaggio del Papa in Turchia Erdogan non vedrà Ratzinger

Giustificazione ufficiale la partecipazione negli stessi giorni al vertice Nato a Riga. Ma il leader islamico temeva le accuse di accondiscendenza

Andrea Tornielli

da Roma

Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan non incontrerà Benedetto XVI nel corso del suo viaggio ad Ankara, Efeso e Istanbul previsto dal 28 novembre al 1° dicembre prossimi. Lo ha confermato l’ambasciata turca in Italia, facendo presente che il premier il 28 e il 29 novembre sarà impegnato al summit della Nato a Riga, in Lettonia.
La notizia ha fatto un certo scalpore. Come si ricorderà, Erdogan, tre giorni dopo la lezione di Papa Ratzinger a Ratisbona, aveva messo in forse lo stesso viaggio del Pontefice a causa dell’ormai famosa citazione su Maometto. Su questa assenza annunciata la Santa Sede non interviene ufficialmente: «Non ho nulla da osservare - ha detto il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ai giornalisti che gli chiedevano un commento -. Il programma dettagliato della visita non è stato ancora pubblicato e quindi non abbiamo mai detto chi incontrerà il Papa in Turchia. Non è detto che il Pontefice debba incontrare tutte le autorità: anche se non vedrà il premier, Benedetto XVI incontrerà altre autorità rappresentative del Paese». Per Luigi Padovese, vescovo in Anatolia, si tratta comunque di «un’occasione perduta». Da quanto si apprende, la possibilità che Erdogan non fosse presente agli incontri ufficiali con Ratzinger era già tenuta in conto e dunque la conferma non rappresenta una novità per chi sta lavorando alla realizzazione del viaggio nei sacri palazzi. Già da una settimana l’ambasciata turca in Italia, nell’avviso di mezzi di comunicazione per la visita, rendeva noto che il Pontefice avrebbe incontrato il presidente della Repubblica, Ahmet Necdet Sezer, e il presidente del Dipartimento degli affari religiosi, il muftì Alì Bardakoglu, che per primo aveva criticato il Papa dopo la lezione di Ratisbona. Ma non menzionava Erdogan.
Nel programma di lavoro consegnato nelle scorse settimane dall’organizzatore dei viaggi papali, Alberto Gasbarri, ai vescovi della Turchia, l’incontro con Erdogan era però esplicitamente citato, alle 17.30 del 28 novembre, presso la nunziatura di Ankara, nel giorno dedicato agli incontri con le personalità politiche e istituzionali. Che cosa è accaduto dunque? Quello del primo ministro può essere considerato uno «sgarbo»? In effetti le date del vertice Nato erano note da tempo e dopo le recenti difficoltà che si frappongono all’ingresso del grande Paese musulmano nell’Unione Europea, è ovvio che il vertice di Riga sia considerato da Erdogan un appuntamento irrinunciabile. Esponente di un partito islamico, con le elezioni in vista e attacchi quotidiani da parte di chi lo giudica troppo moderato e accondiscendente, il primo ministro turco ha probabilmente pensato che evitare l’incontro col Papa gli avrebbe risparmiato ulteriori critiche. Anche se innegabilmente la sua assenza rappresenta una complicazione diplomatica in più in un viaggio che già si presenta irto di ostacoli.
Va comunque ricordato che Benedetto XVI – il quale avrebbe certamente desiderato un viaggio più religioso ed ecumenico, riducendo al minimo gli appuntamenti istituzionali e senza passare per la capitale della Repubblica turca – vedrà comunque diverse personalità dello Stato. All’arrivo ad Ankara, il 28 novembre, non sono previste cerimonie di benvenuto all’aeroporto (a ricevere Ratzinger ci sarà un ministro, il governatore e il sindaco della città), mentre la cerimonia ufficiale si svolgerà al palazzo presidenziale. Prima di arrivarci, Benedetto XVI renderà omaggio al Mausoleo di Atatürk, il padre della Turchia laica costruita sulle ceneri dell’impero Ottomano. Il 29, il Papa sarà ad Efeso (Smirne), per la visita al Santuario di Meryem Ana Evi, la Casa della Madre Maria. Qui celebrerà una messa e incontrerà i religiosi del convento dei frati cappuccini. Quindi ripartirà per Istanbul, dove incontrerà privatamente il patriarca ecumenico Bartolomeo I. Il 30 novembre, festa di Sant’Andrea, il Papa assisterà alla divina liturgia ortodossa nella chiesa del patriarcato, quindi firmerà una dichiarazione congiunta con Bartolomeo I. Il 1° dicembre, prima di ripartire per Roma, Ratzinger incontrerà la comunità cattolica e celebrerà la messa nella cattedrale di Santo Spirito.