Un viaggio reale e immaginario per vedere oltre il muro di Berlino

A vent’anni dalla storica «caduta» la testimonianza di Teatri Possibili

Mostre, cinema, teatro. Genova, grazie a Teatri Possibili di Sergio Maifredi e Corrado D'Elia, brucia tutti per ricordare, attraverso la cultura, i venti anni dalla caduta del muro di Berlino. A un anno dalla scadenza storica, il progetto è stato presentato ieri mattina a Palazzo Ducale dai due artisti, dal docente universitario Pietro Marchesani, dalla direttrice del Goethe Institut Roberta Canu e dal responsabile della Fondazione Palazzo Ducale Luca Borzani.
Quando «Oltre il muro» mesi fa era stato proposto a Borzani da Maifredi e D'Elia, non ci credeva che erano passati venti anni. Tutti, con gli occhi puntati alla televisione, quella stagione storica, più o meno, l'hanno vissuta con grande apprensione. Mica soltanto i tedeschi dell'ovest e dell'est. Anche i cittadini degli altri paesi europei e del mondo. Ma soprattutto quelli di quei paesi occupati o sotto l'influenza dittatoriale dei comunisti sovietici. Dalla Polonia alle Repubbliche Baltiche, dalla Romania alla Cecoslovacchia. E proprio da questi paesi, con un bagaglio storico culturale alle spalle di notevole rispetto, i due giovani organizzatori del progetto sono partiti. Ma a modo loro. Evitando le vie burocratiche. Anzi, facendo proprio l'incontrario. Partendo dal basso, con un lungo viaggio anche a meno quindici gradi intorno a Aushwitz, dove venivano uccise migliaia di persone al giorno, dormendo con boscaioli e vagabondi nei fienili delle campagne lituane, raccogliendo materiale da Varsavia fino a Helsinki, imparando a dire chleb per chiedere una pagnotta. Tutto scritto, catalogato, sentimentalmente raccontato nel progetto che porterà, appunto, cinema, teatro, mostre, reportage, a Palazzo Ducale.
«A venti anni dalla caduta di Berlino - dicono Maifredi e D'Elia - Genova, per prima in Italia, inaugura le celebrazioni con un calendario che s'inizia il prossimo autunno e prosegue fino all'estate 2009. Un viaggio reale e immaginario che parte dalla Polonia, dalla Lituania, dalla Lettonia e dall'Estonia, alla scoperta di una cultura internazionale ancora troppo poco conosciuta in Europa».
Nel taccuino di viaggio dei due artisti si legge come il progetto intenda anche raccontare la generazione dei quarantenni che per la prima volta, davvero avevano vissuto un evento storico nel 1989. Che era bambina quando l'uomo atterrò sulla Luna. Che oggi sta cercando di costruire un'Europa di moneta unica, WiFi, cultura in condivisione, connecting people e toccando il futuro. Partendo da Est i due capiscono che non ci sono libri che ti raccontano una verità in qualche modo storica di questo magma che è già oriente, che è ancora Europa. Non resta, consigliano Maifredi e D'Elia, che andare di persona. Per conoscere. Per sapere. Per parlare, quando la lingua non è un muro, con chi, quell'epoca, l'ha vissuta veramente. Basti pensare che, nelle Repubbliche Baltiche, si considera occupazione il periodo dal 1939 al 1991. E che il primo pub aperto a Tallin, dove semplicemente si potè, per la prima volta, sorseggiare una birra con gli amici, fu nel 1993. Una birra in compagnia, qui, come raccontano i due artisti viaggiatori, ha il sapore di una conquista.
Nel progetto viene inoltre spiegato l'orizzonte che si apre Oltre il Muro, quello verso est che guarda, inevitabilmente, verso Ovest. Ovviamente dal punto di vista di artisti e teatranti dei luoghi. Ogni incontro ne porta uno che segue, completa e allo stesso tempo rende più labile il precedente. Si è entrati nelle librerie, nelle chiese, nei teatri, si mangia al ristorante, ma anche con le mani, insieme ai contadini, che poi salutano con proverbi della campagna tramandati per secoli. Ogni tanto una bottiglia di vino italiano e una stretta di mano sono sufficienti per organizzare un evento, esporre le proprie opere in Italia, un progetto. Oltre il Muro.