Viaggio segreto in treno a Mosca per Kim Jong Il

Il leader comunista di Pyongyang teme l’aereo, ma nell’ultima missione esplose una stazione

Ma dove sta andando Kim Jong Il, il «caro leader» (la buffa definizione è ufficiale nel suo Paese) della Corea del Nord? In Cina o in Russia? E perché? Nel Paese più chiuso del mondo ogni viaggio del numero uno si ammanta di mistero, specialmente di questi tempi, con Pyongyang al centro delle più torbide manovre legate alla produzione di bombe atomiche per sé e alla presunta (ma non tanto) fornitura di tecnologia per altri Paesi ostili all’Occidente intenzionati a dotarsi dell’arma letale.
Ieri prima dell’alba il treno speciale del dittatore rosso coreano sarebbe passato in gran segreto al confine cinese di Dandong, dove sono state osservate insolite misure di sicurezza. In mancanza di qualsiasi informazione su questo viaggio, le agenzie di stampa internazionali si sono rivolte al ministero degli Esteri di Pechino per ottenere risposte. Queste sono state esemplarmente enigmatiche. «Non siamo autorizzati a fornire informazioni specifiche sull’argomento, ma i nostri Paesi hanno una lunga tradizione di scambi di visite ad alto livello», ha detto un portavoce che si è limitato ad ammettere che esistevano piani per una visita di questo tipo.
Un’altra fonte, rigorosamente anonima, ha detto che il «caro leader» vedrà probabilmente i leader cinesi al ritorno dalla Russia, dove è in realtà diretto. Kim Jong Il ha, notoriamente, una paura invincibile di volare e anche per recarsi a Mosca, che dista da Pyongyang più di cinquemila chilometri, preferisce usare il treno. Non che questo mezzo di trasporto assicuri l’inviolabilità: due anni fa ci fu in territorio nordcoreano una misteriosa esplosione che devastò una stazione ferroviaria da cui Kim era appena passato. Morirono in 160, ma il «caro leader» si salvò.