Un viaggio in transatlantico sognando l’ Ottocento

La mostra al Museo del Mare fa rivivere al visitatore le avventure delle navi che attraversavano le acque dell’Atlantico

Carla Valentino

Sulle navi che a fine Ottocento salpano da Genova per le Americhe non salgono solo signori elegantissimi che viaggiano per diletto e poveri emigranti in cerca di fortuna, ma anche uno stuolo di animali vivi, mucche, pecore, maiali, galline, per assicurare disponibilità di carne fresca e di latte durante la navigazione, quando a bordo non esistono ancora né elettricità né frigoriferi.
Ce lo spiegano le immagini video della mostra «Transatlantici italiani. Dall’unità d’Italia alla Seconda Guerra Mondiale», in corso al Galata Museo del Mare, dove, tra installazioni multimediali, effetti speciali, modelli di navi, reperti e ricostruzioni di ambienti, il visitatore ripercorre l’appassionante vicenda delle navi passeggeri che dal nostro paese attraversavano l’Atlantico tra il 1861 e il 1955.
Protagonista è Genova, porto di partenza dell’emigrazione italiana, con le sue banchine, le compagnie e i cantieri. E l’emigrazione stimola lo sviluppo di una flotta formata ancora, nella seconda metà dell’Ottocento, da navi oceaniche a vela e rari piroscafi. A bordo di velieri simili a quello che si vede tra le onde in un quadro dipinto intorno al 1860, gli emigranti ammassati nelle stive affrontano lunghi viaggi in condizioni difficili. Dagli anni Ottanta aumenta il numero dei piroscafi adibiti a dormitori galleggianti, finché nel decennio successivo i cantieri italiani (e genovesi in particolare) varano i primi transatlantici ideati appositamente per l’emigrazione.
Da fine Ottocento sempre più navi sfoggiano saloni e cabine di lusso, arredi in legno intagliato e velluti. Nasce la prima classe, con ristorante, sale da musica per le signore e fumoir per i signori. Mentre immagini d’epoca mostrano scene di partenza degli emigranti, sventolio di fazzoletti, brani di lettere ai familiari lontani e foto di famiglia, altri filmati ricostruiscono l’arrivo a bordo delle dame di inizio Novecento in abito lungo e con mazzi di fiori tra le braccia, in compagnia di signori con barba e cappello di paglia, accolti dagli ufficiali in divisa bianca, al suono dell’orchestra.
Le signore degli anni Venti ballano il Charleston con cavalieri in frac sullo sfondo di eleganti vetrate e ambienti esclusivi. I dettagli dell’arredamento, dal camino agli specchi, dai tappeti alle piante, sono infatti curati da architetti famosi, le cui voci virtuali rievocano oggi le realizzazioni più significative. Dopo la prima guerra mondiale, con l’aumento dei passeggeri e dei turisti, si incominciano a sfruttare i grandi ponti superiori delle navi per lo sport e la vita all’aria aperta, le navi diventano città galleggianti complete di banche, negozi, uffici postali.
La mostra propone ambienti ricostruiti (ponte di comando, sala nautica, zona bar con banco in legno), valige e bauli risalenti al 1926-1930 (in legno, rifiniti in ottone), eleganti servizi di posate e piatti usati a bordo, vasellame d’argento, pentole. Spezzoni di film testimoniano il ruolo di spicco svolto dai transatlantici nel cinema.
Interessante seguire la straordinaria evoluzione del porto di Genova, specialmente tra il 1903 - anno di nascita del Consorzio Autonomo del Porto - e la fine degli anni Trenta con i lavori di scavo dei fondali, l’allungamento della diga foranea, la realizzazione di nuovi pontili. Si odono le voci - in genovese ma anche in inglese - dei camalli al lavoro: a inizio Novecento caricano e scaricano usando ancora faticosamente chiatte e gru manuali mentre a terra lavorano i cavalli da tiro; attraverso una vera e propria «rivoluzione sulle banchine» si passerà col tempo dalla gru idraulica a quella elettrica, dal carbone al petrolio ed ai primi container.
Sono i cantieri di Sestri Ponente a costruire le navi più grandi della flotta italiana prima della seconda guerra mondiale. Il mitico Rex - di cui è esposta la campana - vince il prestigioso Nastro Azzurro sulla traversata Genova-New York, che un sistema multimediale ricrea in modo suggestivo.
La mostra «Transatlantici italiani. Dall’unità d’Italia alla Seconda Guerra Mondiale» prosegue fino al 31 dicembre al Galata Museo del Mare. Orario (da marzo a ottobre): tutti i giorni ore 10,00-19,30.